Martedì 9 giugno 2026
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Brasile. Rio de Jainero. Delinquenza e guerra alla droga: un sospetto su 16 ucciso dalla polizia

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Rio de Janeiro e' una delle citta' piu' violente del mondo e la sua polizia non e' da meno: le forze dell'ordine carioca uccidono un sospetto ogni 16 arresti. Nel 2006, i morti ammazzati dalla polizia nella citta' del Pan di Zucchero sono stati 785, dei quali il 60% a sangue freddo, non in scontri a fuoco.
Sono dati che emergono da uno studio dell'antropologo Luiz Eduardo Soares, intitolato 'Elite da Tropa'. Soares sa di cosa parla: e' stato segretario della pubblica sicurezza di Rio dal 1999 al 2001 e segretario nazionale nel 2003.
Secondo Soares, le forze dell'ordine a Rio agiscono nelle periferie e nelle favelas 'con la logica della guerra', secondo la quale 'ogni vittima del lato nemico e' considerata positiva'.
Sempre secondo lo studio, la violenza a Rio ha subito una nuova impennata nel 2003, quando la polizia ha smesso di accettare la resa delle persone coinvolte in uno scontro a fuoco, che percio' puo' concludersi solo con la morte, da un lato o dall'altro (e di solito dalla parte dei banditi, visto che per i 785 'sospetti' fatti fuori nel 2006 i caduti della polizia sono stati 26). E' diventata percio' una guerra senza quartiere, nella quale si pensa solo a sparare per primi.
L'antropologo carioca afferma che molte autorita' incoraggiano discretamente quella che definisce la 'cultura militarizzata' delle forze dell'ordine. Il popolo si divide invece tra chi appoggia (volente o nolente) le bande del narcotraffico, chi sta dalla parte dello Stato (ma raramente della polizia) e che spesso si identifica con una giustizia 'pratica e sbrigativa', secondo la quale per i banditi non c'e' bisogno di processo, e la grande massa che cerca di starsene fuori e si fa gli affari suoi.
Nelle altre citta' brasiliane la situazione e' meno grave, asserisce Soares. Durante gli anni '90, per esempio, mentre gli agenti a Rio ricevevano gratificazioni per ogni morte di 'sospetto', a San Paolo il governo statale e il comune, di sinistra, degradava gli agenti autori di morti sospette a funzioni amministrative. Il risultato statistico, secondo lo studio, e' che oggi la polizia uccide dieci volte meno a San Paolo che a Rio.
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