Mercoledì 10 giugno 2026
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Brasile. I telefonini in carcere: sono conniventi le autorita'?

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Venerdi' sono state pubblicate le sbobinature delle registrazioni delle intercettazioni telefoniche che da Bangu 1, carcere di massima sicurezza di Rio de Janeiro, erano dirette alle favelas comandate dai vari narcotrafficanti al momento detenuti. In una di queste, Fernandinho Beira-Mar ordinava l'uccisione di due persone che avevano disobbedito ai suoi ordini, in un'altra si assicurava che tutto fosse andato come da lui richiesto.
Sull'uso dei cellulari come una prassi diffusa tra i detenuti, piu' volte si e' aperto un dibattito, con il conseguente rimpallo di responsabilita' tra chi dovrebbe vigilare all'interno delle carceri e la mancanza di tecnologia e di investimenti adeguati a risolvere il problema, tanto che alla fine di giugno l'ex Governatore dello Stato di Rio de Janeiro, Anthony Garotinho, appena dimessosi dall'incarico per correre alla presidenza del Brasile, aveva detto che in realta' veniva concesso l'uso dei cellulari perche' cosi' con le intercettazioni si riusciva a prevenire certi crimini o comunque ad ottenere informazioni sulla criminalita' organizzata. L'affermazione e' costata a Garotinho una citazione in Tribunale come testimone a carico della difesa di un narcotrafficante, Marquinho Niteroi. L'avvocato di Marquinho ha spiegato che quando qualcuno pratica un crimine con la convivenza o l'omissione dell'autorita', anche quest'ultima e' responsabile del reato commesso.
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