Brasile vieta marcia antiproibizionista: e' apologia d'uso
Manifestare per la liberalizzazione della marijuana è "apologia di uso". Per questo motivo alcuni tribunali del Paese, tra cui quelli di San Paolo e Rio de Janeiro, hanno vietato le manifestazioni anti-proibizioniste programmate per ieri. Il no della giustizia è giunto due sere fa per volontà del pubblico ministero dello Stato. La manifestazione era programmata in dieci capitali, tra cui Brasilia, Belo Horizonte, ma è stata concessa solo in una, Recife. Secondo gli organizzatori il divieto non si spiega. "Ho difficoltà a capire il concetto di apologia di uso", chiarisce Renato Cinco, sociologo, uno degli organizzatori della marcia pro-marjiuana. "Dall'inizio della divulgazione dell'evento, ci siamo preoccupati di sottolineare che difendiamo la discussione sulla legalizzazione delle droghe, e non l'uso. Se il Brasile è un Paese nel quale non si può discutere la questione, diventa difficile credere che si sia in una democrazia". Per contro, il deputato federale Marcelo Itagiba, del PMDB (Partito del Movimento Democratico Brasiliano, ex-segretario per la sicurezza dello Stato di Rio), responsabile del ricorso che ha bloccato la manifestazione di Rio, "non si tratta di censura a un dibattito pure necessario, ma il dibattito deve essere fatto nelle sedi opportune, in ambito accademico e nelle sedi legislative, e non nella pubblica piazza". Nei giorni scorsi, prima che arrivasse la decisione giudiziaria di impedire la manifestazione, la Polizia Militare di Rio aveva annunciato "specifica vigilanza" dell'evento, programmato sulla spiaggia di Copacabana. La polizia aveva annunciato arresti in flagrante nel caso si fossero verificati comportamenti contro la legge. Alla manifestazione potevano partecipare solo i maggiori di diciotto anni. Stamattina si è svolta regolarmente la contro-manifestazione già programmata, chiamata "Rio in difesa della famiglia": circa 200 persone hanno sfilato contro l'uso della droga alla quale hanno partecipato famiglie e bambini. Il movimento anti-proibizionista, chiamato "Marcha da maconha" (come si chiama la marijuana in Brasile), è nato a Rio nel 2002 e si è diffuso anche nelle altre città.
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