Sabato 20 giugno 2026
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BTP Italia Sì: quasi 9 miliardi raccolti, tasso confermato all'1,6%

U.E. - ITALIA
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Si è chiuso con un risultato superiore alle attese il collocamento del BTP Italia Sì, il nuovo titolo di Stato indicizzato all'inflazione riservato ai piccoli risparmiatori. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha comunicato che, al termine delle cinque giornate di collocamento — dal 15 al 19 giugno 2026 — sono stati raccolti 8.842,593 milioni di euro, con 281.140 contratti sottoscritti.

Il tasso cedolare minimo reale definitivo è stato confermato all'1,60% annuo, come annunciato il 12 giugno scorso. A questa quota fissa si sommerà la variazione dell'inflazione nazionale, misurata sull'indice FOI (Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi). Il tasso garantito si applica anche in caso di deflazione.

Il titolo ha durata quinquennale: data di godimento il 23 giugno 2026 e scadenza il 23 giugno 2031. Chi manterrà il BTP Italia Sì in portafoglio per l'intera durata riceverà un premio fedeltà extra pari allo 0,6% del capitale nominale investito.

Il profilo dei sottoscrittori conferma la natura spiccatamente retail dell'operazione: il 65,6% degli investitori ha impiegato fino a 20.000 euro, mentre circa il 90,3% ha sottoscritto contratti fino a 50.000 euro — valori che, per la quasi totalità dei casi, rientrano nei limiti che consentono l'esclusione dal calcolo ISEE. Il titolo è stato acquistato quasi esclusivamente da investitori italiani: circa il 52% degli ordini è arrivato tramite le reti bancarie e gli uffici postali, il restante 48% attraverso l'home banking.

Il collocamento era aperto soltanto al mercato retail ed è stato gestito sul Mercato Telematico delle Obbligazioni e Titoli di Stato (MOT) di Borsa Italiana, con Intesa Sanpaolo e UniCredit come banche dealer principali, affiancate da Monte dei Paschi di Siena e Banco BPM in qualità di co-dealer.

L'emissione è stata lanciata a metà maggio, a tre mesi di distanza dal precedente BTP Valore — collocato a inizio marzo con una raccolta di 16,2 miliardi di euro — con l'obiettivo dichiarato di offrire uno strumento di protezione dall'inflazione alimentata dalle tensioni sui prezzi legate al conflitto in Iran. A differenza delle emissioni precedenti, quella attuale era destinata esclusivamente agli investitori privati, senza una tranche istituzionale.

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