Cannabis legale. Il passo flebile del business
L'anno scorso il Canada e' diventato il primo grande paese industrializzato a legalizzare la marijuana ricreativa, con un boom del mercato azionario verso la cosiddetta 'corsa verde' grazie all'idea di miliardi di dollari in profitti per coltivatori, rivenditori e investitori. Ora, pero', l'euforia sembra gia' svanita. "Nessuno vuole investirci adesso", ha spiegato al New York Times John-Kurt Pliniussen, professore di marketing alla Smith School of Business della Queen's University di Kingston, Ontario. Questo perche' generalmente chi lo ha fatto ci ha perso denaro, e nel primo anno dalla legalizzazione il valore delle azioni per le sei maggiori aziende di cannabis del Canada e' crollato in media del 56%. Le societa' ritengono che sia solo questione di tempo per un'inversione di tendenza, e sperano che un passo importante avverra' il 16 dicembre, quando le bevande e gli alimenti a base di marijuana arriveranno sul mercato legale. Tuttavia, i problemi rimangono: ad esempio, il fatto che i governi provinciali in Ontario e Quebec, i cui residenti rappresentano circa i due terzi della popolazione, hanno concesso le licenze per i negozi dove si vende la cannabis con il contagocce, nonostante la domanda. I negozi legali infatti sono solo 24 per i 17,5 milioni di residenti dell'Ontario, e tante persone ancora acquistano la sostanza sul mercato nero, che peraltro evitando le tasse e' generalmente piu' economica. Inoltre, l'elaborata struttura normativa e' stata un ostacolo alle vendite, visto che le leggi canadesi sono state progettate per depenalizzare l'uso della marijuana, non per incoraggiarlo, con un sistema che limita fortemente anche il marketing e la pubblicita'.
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