Lunedì 15 giugno 2026
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CEDU condanna l'Italia: discriminati i Testimoni di Geova sull'otto per mille

U.E. - ITALIA
Notizia ·

L'11 giugno 2026 la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) ha emesso all'unanimità una sentenza con cui ha stabilito che l'Italia ha discriminato i Testimoni di Geova nell'esercizio della loro libertà religiosa. Come riporta l'Agenzia Dire, per oltre quarant'anni, nonostante ripetuti tentativi avviati fin dal 1977, alla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova non è stata concessa l'intesa prevista dall'articolo 8 della Costituzione.

 

In assenza di tale intesa, la Congregazione non ha potuto accedere al sistema di ripartizione dell'otto per mille, il principale meccanismo di finanziamento pubblico delle confessioni religiose tramite una quota dell'IRPEF dei contribuenti. La CEDU ha ritenuto che questa esclusione costituisca una discriminazione ingiustificata rispetto alle altre confessioni religiose che hanno invece ottenuto un'intesa con lo Stato, riconoscendola anche come lesiva di un bene patrimoniale tutelato dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

 

I giudici di Strasburgo hanno respinto le motivazioni addotte dal governo italiano, secondo cui alcuni precetti dei Testimoni di Geova — come il divieto di trasfusioni di sangue, il rifiuto storico del servizio militare e l'astensione dal voto politico — sarebbero contrari all'ordinamento italiano. Per la Corte, nessuno di questi elementi configura una violazione delle leggi dello Stato, e quindi non giustifica il diverso trattamento riservato a questa confessione.

 

La sentenza ha inoltre messo sotto accusa il sistema italiano delle intese con le confessioni religiose, giudicato privo di criteri chiari, tempi certi, obblighi di motivazione in caso di rifiuto e strumenti di ricorso efficaci: un vuoto normativo che espone le confessioni religiose a trattamenti arbitrari e discriminatori.

 

La Corte non obbliga l'Italia a firmare l'intesa con i Testimoni di Geova, ma stabilisce che il sistema attuale, nella sua forma discriminatoria, non può essere mantenuto. Sul piano economico, lo Stato italiano è stato condannato a versare alla Congregazione 10.000 euro per danno morale e 8.000 euro per le spese legali.

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