Colombia. Cocaina.com.co
Se dieci anni fa bastava un piccolo aereo per trasportare cocaina e una copertura politica, ora la tecnologia che occorre per fare il narcotrafficante e' decisamente aumentata, tanto da aver creato dei veri e propri cartelli della tecnologia a servizio del narcotraffico. Uno speciale del settimanale colombiano El Espectador firmato da Fabio Castillo racconta tutto quello che c'e' dietro ai cartelli colombiani e messicani per far funzionare l'affare. Un telefono satellitare, un sofisticato localizzatore per individuare i radar, conoscere almeno uno delle centinaia di broker che lavorano sulla complessa e segreta Borsa del Mercato Nero del Peso, ovvero l'unica forma sicura per lavare il denaro, e ingegneri che codificano messaggi e cercano modi piu' diversi per trasportare lo stupefacente. Fonti dell'intelligence colombiana indicano in José Nelson Urrego Cárdenas il capo del cartello tecnologico, un uomo che e' stato rimesso in liberta' provvisoria da un anno. Due anni di indagini congiunte dei servizi segreti colombiani, statunitensi, italiani e olandesi, sono giunte alla conclusione che esiste un cartello dei cartelli, quello che gestisce la tecnologia, e a capo ci sarebbe Urrego.
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