Venerdì 30 ottobre 2026
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Computer usati e i danni all'ambiente

AFRICA - GHANA
Notizia ·
Un paio d'anni fa, Agbobloshie era una bella striscia di terra sul litorale atlantico percorsa dal fiume Odaw. Oggi quel fiume e' un brodo limaccioso, e dove prima c'erano prati e campi s'incontrano un ammasso di rifiuti, spianate di rottami, un mercato dell'usato di oggetti che il consumatore europeo giudicherebbe inutilizzabili. Un monte di computer, schermi, stampanti, televisori, tastiere, batterie d'auto, frigoriferi, motori, pezzi di macchinari, da dove si sprigiona fumo acre e puzzo di plastica bruciata. Intorno il terreno e' contaminato, come risulta dalle analisi di Greenpeace, idem l'acqua potabile. "I rifiuti  del benessere occidentale finiscono illegalmente in Africa, con grave rischio d'infezione per la gente del luogo. I responsabili della politica e dell'industria elettrica ed elettronica devono intervenire per bloccare questo traffico illegale", sostiene Christina Schroeder, dell'associazione ecologista austriaca Suedwind, reduce da un sopralluogo in Ghana.
Secondo le Nazioni Unite, ogni anno nel mondo s'accumulano 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici; nell'Ue sono 8,7 milioni di tonnellate, e uno studio di Bruxelles rileva che meno della meta' viene riciclato in modo corretto. Per fortuna, alcune aziende produttrici cominciano a rendersi conto del problema. Dell impedisce l'esportazione nel Terzo mondo di suoi pc difettosi, schermi o parti di apparecchi e collabora con 25 aziende di riciclaggio, costantemente monitorate. Apple dice che fa riciclare i suoi apparecchi nei Paesi dove sono stati venduti. Hewlett Packard vieta l'export di rifiuti elettronici nei Paesi in via di sviluppo. Da parte loro, gli ambientalisti premono affinche' gli Stati Uniti sottoscrivano l'accordo di Basilea sul divieto d'esportazione di rifiuti pericolosi.
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