Sabato 6 giugno 2026
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Conosciamo il latte che beviamo? I consumatori ne sanno poco e sono influenzati dal marketing

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Le conoscenze dei consumatori appaiono spesso superficiali e, in alcuni casi, persino fuorvianti, più dettate da strategie di marketing che da informazioni oggettive e scientificamente corrette. È quanto emerge da un’indagine dell’Osservatorio di CremonaFiere, istituito tramite il Comitato scientifico delle Fiere Zootecniche Internazionali, che ha sondato la reale consapevolezza dei cittadini in merito al settore lattiero-caseario.

Lo studio ha coinvolto oltre mille residenti nella provincia di Cremona, attraverso un questionario a risposta multipla, per valutare quanto i consumatori sappiano davvero su temi fondamentali come il benessere animale, la sostenibilità ambientale, l’innovazione tecnologica, la nutrizione, i prodotti vegetali alternativi e la sicurezza alimentare.

Consapevolezza scarsa e poca disponibilità a pagare di più per la qualità
I risultati delineano un quadro allarmante. Sebbene il 72% degli intervistati riconosca correttamente la libertà da fame e sete come principio cardine del benessere animale, e il 90% colleghi il concetto al rispetto dei bisogni fisici e psicologici degli animali, solo una piccola parte è realmente disposta a sostenere economicamente scelte responsabili. Solo il 5% degli intervistati, infatti, si dichiara pronto a pagare fino al 5% in più per prodotti certificati in materia di benessere animale, nonostante il 65% si dica sensibile a questo tema in fase di acquisto.

Il divario tra sensibilità dichiarata e impegno concreto è ancora più marcato sul fronte della sostenibilità ambientale. L’80% degli intervistati ammette di non essere disposto a contribuire economicamente per sostenere le spese che le aziende affrontano per rendere le proprie attività più ecologiche. Solo il 3% sarebbe pronto a spendere qualcosa in più per prodotti sostenibili.

Ignoranza diffusa sulle tecnologie e sfiducia verso la filiera
Ancora più preoccupante è la percezione delle tecnologie impiegate in agricoltura e negli allevamenti. Molti consumatori credono che strumenti come i collari intelligenti, i sistemi GPS o i chip RFID servano solo ad aumentare i profitti. Alcuni, addirittura, immaginano che i droni vengano utilizzati per trasportare il cibo agli animali, mostrando una distanza abissale tra realtà e percezione pubblica.

Anche i prodotti vegetali alternativi al latte sono oggetto di confusione. Le loro caratteristiche nutrizionali, etiche e potenzialmente anallergiche sono pressoché sconosciute alla maggior parte del campione intervistato. Si conferma quindi una generale carenza informativa su un segmento di mercato in espansione, che richiederebbe un impegno maggiore in termini di educazione e comunicazione.

Inoltre, dall’indagine emerge una profonda diffidenza verso gli attori della filiera produttiva. Allevatori e industrie di trasformazione vengono percepiti principalmente come orientati al profitto, più che alla qualità nutrizionale, sanitaria ed etica dei prodotti.

Appuntamento alle Fiere Zootecniche Internazionali per “Il Gusto di Saperlo”
L’Osservatorio di CremonaFiere continuerà a monitorare questi temi strategici e presenterà i risultati completi dell’indagine durante l’evento “Il Gusto di Saperlo”, in programma il 28 novembre nell’ambito delle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona.

(FoodAffaris.it)

 
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