Il costo della vita resta la priorità degli elettori per il midterm 2026
Il costo della vita continua a essere la principale preoccupazione degli elettori statunitensi in vista delle elezioni di midterm del 2026, e resta un terreno scivoloso per il presidente Donald Trump. Lo rivela un sondaggio Reuters/Ipsos condotto tra il 28 e il 31 agosto 2026, secondo cui il 47% degli elettori registrati considera il costo della vita il fattore più importante nella scelta del proprio voto.
Come riporta Ipsos, il dato confirma che la questione economica pesa in modo trasversale sull'elettorato americano, indipendentemente dall'appartenenza politica. Sul fronte della gestione presidenziale del tema, i numeri per Trump sono negativi: il 71% degli adulti statunitensi disapprova il modo in cui il presidente sta affrontando il caro vita, mentre soltanto il 22% ne approva l'operato.
Il sondaggio è stato realizzato da Ipsos attraverso il KnowledgePanel probabilistico, su un campione rappresentativo a livello nazionale di 1.167 adulti di almeno 18 anni. Il margine di errore è di ±2,9 punti percentuali, con un livello di confidenza del 95%.
La rilevazione non si è limitata al tema del costo della vita, ma ha toccato anche altri aspetti dell'attualità politica statunitense: il giudizio complessivo sulla gestione della presidenza da parte di Trump, le preferenze tra Partito Democratico e Partito Repubblicano su questioni chiave e le opinioni degli americani sulla guerra in Iran.
Il tema dell'affordability, cioè la capacità delle famiglie di sostenere le spese quotidiane, si sta confermando centrale nel dibattito politico statunitense da diversi mesi. Altri sondaggi Reuters/Ipsos condotti nelle settimane precedenti avevano già segnalato un vantaggio crescente del Partito Democratico sui Repubblicani proprio su questo fronte, con un margine di 8 punti percentuali (36% contro 28%) tra gli elettori che ritengono i Democratici più affidabili nella gestione del costo della vita: il distacco più ampio registrato da quando Reuters/Ipsos ha iniziato a porre questa domanda, nell'ottobre 2025.
Il controllo della Camera dei Rappresentanti, attualmente nelle mani dei Repubblicani con una maggioranza di 219 seggi contro 213, sarà in palio alle elezioni di midterm, insieme a 33 dei 100 seggi del Senato. Storicamente, il partito del presidente in carica tende a perdere seggi nelle elezioni di metà mandato, e le difficoltà legate alla percezione dell'economia da parte degli elettori rischiano di pesare ulteriormente sulle sorti dei Repubblicani nel voto di novembre.