Domenica 23 agosto 2026
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Prodotti a marchio o private label? Al consumatore non importa più

MONDO
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I rincari degli ultimi anni stanno cambiando radicalmente il modo in cui le persone fanno la spesa. Secondo un nuovo studio di NielsenIQ (NIQ), realizzato in collaborazione con World Data Lab e intitolato "A Tale of Two Consumers", tra il 2021 e il 2025 i prezzi dei prodotti di largo consumo sono aumentati del 26% a livello mondiale, spingendo i consumatori a essere molto più selettivi su dove risparmiare e dove invece continuare a spendere senza troppi ripensamenti.

 

Il dato più significativo riguarda l'atteggiamento verso i marchi: il 58% degli intervistati dichiara di non attribuire più alcun valore al fatto che un prodotto sia realizzato da un marchio nazionale affermato oppure sia una private label del distributore. Semplicemente, si acquista ciò che serve, senza guardare più all'etichetta come elemento discriminante. Come sottolinea lo studio, questa tendenza segna una crescente pressione sui modelli tradizionali di fedeltà al marchio, che per decenni hanno retto le strategie di marketing delle grandi aziende.

 

Il fenomeno è particolarmente marcato tra i più giovani. Il 67% dei consumatori della Generazione Z ritiene che i prodotti a marchio del distributore siano validi quanto quelli dei marchi tradizionali, mentre percentuali simili - 68% e 69% - li considerano rispettivamente una buona alternativa e un prodotto con un rapporto qualità-prezzo apprezzabile. Per questa fascia di popolazione, insomma, la private label ha ormai perso lo stigma di "seconda scelta" economica che l'ha accompagnata per lungo tempo.

 

Lo studio evidenzia anche come circa un terzo dei consumatori con budget più limitato scelga di passare a prodotti più economici o approfitti delle offerte promozionali per contenere la spesa. Una strategia di adattamento che conferma quanto l'aumento dei prezzi abbia inciso concretamente sulle abitudini di acquisto delle famiglie in tutto il mondo.

 

La conclusione a cui arriva NielsenIQ è netta: le marche del distributore non sono più un semplice ripiego per chi ha meno disponibilità economica, ma competono ormai in modo credibile su tutti i fronti, dai segmenti value fino a quelli mainstream e persino premium. I retailer, si legge nella ricerca, stanno investendo su innovazione, packaging, ingredienti di qualità superiore e claim di prodotto più solidi per posizionare le proprie linee non più come semplice alternativa a basso costo, ma come un vero e proprio upgrade desiderabile. Il risultato è una concorrenza sugli scaffali sempre più serrata, che ridisegna gli equilibri tra grande industria di marca e distribuzione.

 

Un quadro che, seppur costruito su dati globali, trova riscontro anche in Italia: un precedente report NielsenIQ del 2025, "Finding Harmony on the Shelf", aveva già rilevato che il 57% degli acquirenti italiani dichiara di non prestare attenzione al marchio, orientando le scelte esclusivamente in base alle proprie necessità, con il 56% dei consumatori nostrani che acquista sempre più spesso prodotti a marchio del distributore.

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