Giovedì 5 novembre 2026
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CPR di Torino: bagni senza porte, cure negate e un episodio di violenza al giorno

U.E. - ITALIA
Notizia ·

Bagni allagati e privi di porte a pochi metri dai letti, persone con gravi patologie lasciate senza assistenza adeguata, un numero crescente di episodi di autolesionismo e aggressioni. È il quadro che emerge da una relazione del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, pubblicata a settembre dopo un'ispezione condotta a marzo al Centro di permanenza per il rimpatrio (CPR) di via Brunelleschi a Torino, struttura che ospita circa 40 persone trattenute in attesa di rimpatrio.

Tra i casi documentati nel rapporto figura quello di un uomo con disturbi psichiatrici lasciato su un materasso circondato da avanzi di cibo, e quello di un detenuto costretto a indossare un busto ortopedico per delle fratture, che veniva portato a spalle dai compagni di detenzione per raggiungere il bagno alla turca, privo di qualsiasi ausilio. Le condizioni igieniche denunciate riguardano in particolare i servizi igienici: in alcuni casi i bagni risultano completamente aperti sul dormitorio, senza alcuna porta di separazione, a una distanza di appena quattro metri dai letti, con conseguente propagazione di odori ed esalazioni negli spazi notturni. In almeno un caso, l'acqua della toilette alla turca è esondata allagando l'intero locale.

 

Mario Serio, membro del Garante nazionale, ha parlato di condizioni potenzialmente riconducibili a un trattamento inumano e degradante, in contrasto con quanto previsto dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. La Prefettura di Torino, interpellata sulla richiesta di installare porte o tende nei bagni, ha risposto negativamente, ritenendo tali soluzioni controindicate dal punto di vista della sicurezza, anche al fine di prevenire gesti di autolesionismo.

 

A sei mesi di distanza dalla pubblicazione del rapporto, la situazione non risulta sostanzialmente cambiata. Secondo quanto riferito da Diletta Berardinelli, Garante dei detenuti della città di Torino, la Prefettura ha accolto solo una parte delle richieste avanzate dal Garante nazionale, mentre restano inascoltate proprio le raccomandazioni relative all'installazione di porte divisorie nei bagni e di campanelli d'allarme nelle celle.

I dati sulla conflittualità interna al centro confermano la gravità della situazione: nei primi tre mesi del 2026 sono stati registrati circa 100 episodi tra atti di violenza e autolesionismo, una media di circa uno al giorno. A inizio ottobre, tre persone trattenute nel centro sono state ricoverate in ospedale dopo essere state aggredite con armi da taglio.

Il rapporto denuncia inoltre una mancanza di trasparenza sull'uso della forza da parte degli agenti all'interno della struttura: alla Questura sarebbe stato negato l'accesso al documento che disciplina le modalità di impiego della forza nei confronti dei trattenuti, un elemento che secondo i garanti impedisce un controllo indipendente sull'operato del personale di sorveglianza.

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