Sabato 6 giugno 2026
Menu

Danni da fumo: la responsabilità è dei produttori

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Una ordinanza della Corte di Cassazione ha riscritto le regole sulla responsabilità civile per i danni da fumo, attribuendola a chi davvero compete: le multinazionali del tabacco. Che una persona scelga di fumare, sapendo, come si sa oggi, che il fumo è responsabile di importanti danni alla salute non è più motivo di scusa per chi il tabacco e i suoi derivati lo produce e lo mette in vendita.

Con la pronuncia n. 21464 dello scorso 25 luglio, infatti, la Suprema Corte ha stabilito che la produzione e commercializzazione di tabacco è un’attività pericolosa, e siccome l’articolo 2050 del Codice Civile stabilisce che se un’attività è di per sé pericolosa, il produttore ha l’onere di dimostrare di aver adottato “tutte le misure idonee a evitare il danno”, d’ora in poi saranno le industrie del tabacco a dover dimostrare di aver fatto tutto il possibile per non incidere sulla salute della gente. Una vera mission impossible.

La prima ricaduta di questa pronuncia della Cassazione riguarda il risarcimento che malati e familiari possono decidere di richiedere a big tobacco. E infatti, il poco spazio rintracciabile sui media italiani di questa rivoluzione è qualche breve notizia di cronaca sugli esiti di una causa torinese intentata dagli eredi di una persona morta per cancro ai polmoni.

Ma a cambiare sarà tutta la cultura giuridica (si spera). Fino a oggi, le aziende si sono nascoste dietro il concetto di “scelta volontaria” del fumatore, sostenendo che la responsabilità fosse interamente sua, ora l’ordinanza della Cassazione sposta l’onere della prova sull’industria. Infatti è proprio l’idea di “libera scelta” che la sentenza mette in discussione. La Cassazione ha riconosciuto un dato di fatto scientifico che le aziende hanno sempre preteso di ignorare: la dipendenza da nicotina incide sulla capacità di autodeterminazione del fumatore. Smettere non è facile, è una battaglia, e la Cassazione ha ammesso che l’assuefazione è un fattore che limita la “libera volizione” di chi fuma.

(da un articolo di Eva Benelli - Scienza in Rete)

 
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →