Martedì 9 giugno 2026
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Diamanti come investimento. Sanzioni Antitrust

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Sono "gravemente ingannevoli e omissive" le modalita' di offerta dei diamanti da investimento da parte di Intermarket Diamond Business (Idb) e Diamond private Investment (Dpi) anche attraverso gli istituti di credito con i quali operavano: Unicredit e Banco Bpm (per Idb); Intesa Sanpaolo e Banca Monte dei Paschi di Siena (per Dpi). Lo ha stabilito l'Antitrust a conclusione di due istruttorie. I profili di scorrettezza riscontrati per entrambe le societa' hanno riguardato le informazioni ingannevoli e omissive diffuse attraverso il sito e il materiale promozionale predisposto in merito al prezzo di vendita dei diamanti, presentato come quotazione di mercato, frutto di una rilevazione oggettiva pubblicata sui principali giornali economici; all'andamento del mercato dei diamanti, rappresentato in stabile e costante crescita; all'agevole liquidabilita' e rivendibilita' dei diamanti alle quotazioni indicate e con una tempistica certa; e alla qualifica dei professionisti come leader di mercato. Le sanzioni irrogate sono state pari, nel primo caso, a 9,35 milioni (2 milioni per Idb; 4 milioni per Unicredit; 3,35 milioni per Banco Bpm); nel secondo caso, pari complessivamente a 6 milioni (un milione per DPI; 3 milioni per Banca Intesa; 2 milioni per Mps).   
In realta', prosegue l'Antitrust, alla luce delle risultanze istruttorie e' emerso che le quotazioni di mercato erano i prezzi di vendita liberamente determinati dai professionisti in misura ampiamente superiore al costo di acquisto della pietra e ai benchmark internazionali di riferimento (Rapaport e IDEX); l'andamento delle quotazioni era l'andamento del prezzo di vendita delle imprese annualmente e progressivamente aumentato dai venditori; e le prospettive di liquidabilita' e rivendibilita' erano unicamente legate alla possibilita' che il professionista trovasse altri consumatori all'interno del proprio circuito. L'Autorita' ha, inoltre, accertato che gli istituti di credito, principale canale di vendita dei diamanti per entrambe le imprese, utilizzando il materiale informativo predisposto da Idb e Dpi, proponevano l'investimento a una specifica fascia della propria clientela interessata all'acquisto dei diamanti come un bene rifugio e a diversificare i propri investimenti. Secondo l'Autorita' il fatto che l'investimento fosse proposto da parte del personale bancario e la presenza del personale bancario agli incontri tra i due professionisti e i clienti, forniva ampia credibilita' alle informazioni contenute nel materiale promozionale delle due societa'. L'Autorita' ha, inoltre, accertato la violazione da parte di Idb e Dpi dei diritti dei consumatori nei contratti in merito al diritto di recesso e, per Idb, anche al foro competente in caso di controversie.  
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