Venerdì 5 giugno 2026
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Eutanasia, niente carcere per donna che ha aiutato figlia a morire

U.E. - GRAN BRETAGNA
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E' stata dichiarata innocente dell'accusa di omicidio ma si e' detta colpevole di aver collaborato a un suicidio ed e' stata condannata a 12 mesi di liberta' condizionata Bridget Kathleen Gilderdale, 55 anni, la madre accusata della morte della figlia Lynn, 31 anni, per 15 anni paralizzata e costretta a letto per colpa di una rara malattia, l'encefalopatia mialgica. La madre ha ammesso in tribunale di aver aiutato la figlia a togliersi la vita, ma e' stata assolta dall'accusa di omicidio volontario in quanto le prove hanno dimostrato che sua figlia aveva piu' volte espresso il desiderio di morire.
Secondo quanto e' stato riferito in tribunale, la signora Gilderdale ha procurato alla figlia due siringhe di morfina. La giovane donna si sarebbe autosomministrata la sostanza, che pero' e' risultata inefficace. A quel punto, la madre avrebbe somministrato alla figlia due pasticche di morfina e una iniezione di aria per causare un embolo. L'autopsia ha stabilito che Lynn e' morta per overdose di morfina.
La madre ha dichiarato che la figlia viveva una vita 'incredibilmente triste e isolata' e che aveva piu' volte espresso il desiderio di portare a termine la sua infelice esistenza. La famiglia aveva anche pensato di mandarla alla clinica Svizzera Dignitas, che pratica il suicidio assistito, ma la soluzione si era rivelata troppo costosa.
La scorsa settimana, per un'accusa simile, una donna era stata condannata all'ergastolo da un tribunale britannico.
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