Frontex invia navi nella Manica per fermare i migranti
L'agenzia europea per il controllo delle frontiere, Frontex, invierà proprie imbarcazioni nella Manica e nel Mare del Nord per rafforzare le operazioni di ricerca e soccorso dei migranti che tentano di raggiungere il Regno Unito partendo dalla Francia. La decisione arriva pochi giorni dopo un incontro bilaterale tra il presidente francese Emmanuel Macron e il nuovo primo ministro britannico Andy Burnham, durante il quale i due leader hanno discusso della questione degli attraversamenti con piccole imbarcazioni.
Come riporta Global Banking & Finance Review, il dispositivo prevede l'invio di due imbarcazioni spagnole tra settembre e ottobre, seguite da una nave lituana operativa fino a gennaio, entrambe destinate ad affiancare le patrulgie francesi già attive nella zona. La prefettura marittima francese per la Manica e il Mare del Nord ha spiegato che l'intervento di Frontex arriva "in risposta alla crisi migratoria in corso nel Canale" e ha lo scopo di integrare temporaneamente i mezzi già impiegati dalla Francia nelle operazioni di ricerca e soccorso.
La Manica resta una delle rotte marittime più trafficate al mondo, caratterizzata da correnti molto forti che negli anni hanno causato numerosi decessi tra i migranti che tentano la traversata su gommoni sovraccarichi, spesso gestiti da reti di trafficanti che li rendono a stento in grado di restare a galla.
Il governo britannico e quello francese sono sotto crescente pressione politica per intensificare gli sforzi di contenimento dei flussi. Nell'aprile scorso il Regno Unito aveva stipulato con la Francia un accordo triennale sulla sicurezza delle frontiere, impegnandosi a versare fino a 660 milioni di sterline, con una parte dei finanziamenti condizionata ai risultati ottenuti nella riduzione degli attraversamenti irregolari. A questo si aggiunge lo schema pilota "uno entra, uno esce", concordato tra i due paesi, in base al quale la Francia accetta il rimpatrio delle persone prive di documenti che arrivano in Gran Bretagna con piccole imbarcazioni, in cambio dell'impegno britannico ad accogliere per via regolare un numero equivalente di richiedenti asilo legittimi.
La questione dei flussi migratori attraverso il Canale resta uno dei temi più delicati sul piano politico sia nel Regno Unito che in Francia, dove l'aumento della preoccupazione per l'immigrazione ha contribuito a rafforzare il sostegno a partiti come Reform UK e il Rassemblement National.