Venerdì 5 giugno 2026
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Funghi psilocibici contro depressione e PTSD: l'impegno di una startup

ASIA - ISRAELE
Notizia · Redazione ·
Diana Parkhouse - Unsplash
Foto: Diana Parkhouse — Unsplash (Unsplash License (libero uso))

Come riporta CTech / Calcalist, Israele si sta affermando come uno dei laboratori mondiali più attivi nella ricerca sulle terapie psichedeliche per la salute mentale. Al centro di questa storia c'è Eyal Gura, imprenditore tecnologico seriale che ha venduto la sua ultima azienda, Zebra Medical, per 200 milioni di dollari. Dopo quel traguardo, invece di godersi il successo, si è ritrovato a fare i conti con traumi irrisolti: il padre che aveva abbandonato la famiglia quando lui aveva otto anni, e la morte del fratello minore per cancro due anni dopo. Per decenni aveva somatizzato quelle ferite nel lavoro, sperando che il successo gli portasse serenità. Non è andata così.

Gura ha trascorso un anno in Costa Rica, dove si è avvicinato alle terapie psichedeliche, prima come paziente e poi come imprenditore che ha riconosciuto un'opportunità concreta. Ha sperimentato trattamenti con MDMA — già dimostratisi efficaci contro il disturbo post-traumatico da stress — e ha cominciato a esplorare il potenziale economico del settore. Il suo percorso lo ha portato a scoprire MSICS Pharma, un'azienda con sede a Ness Ziona che coltiva funghi psilocibici e ha ottenuto l'autorizzazione del Ministero della Salute israeliano per avviare sperimentazioni cliniche sul trattamento di disturbi ossessivo-compulsivi (OCD) e depressione. MSICS produce il proprio prodotto di punta, MSX-06, a base di psilocibina di origine naturale, in uno stabilimento con certificazione GMP, e sta conducendo sperimentazioni in collaborazione con ospedali di rilievo per trattare anche ansia e disturbi alimentari.

Da quella scoperta, Gura è approdato a MAPS Israel — il ramo israeliano della Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies, organizzazione no-profit guidata dalla dottoressa Keren Tzarfaty e dalla dottoressa Adar Avnon. Quasi per caso, il movimento psichedelico israeliano ha guadagnato un nuovo investitore. E poi è arrivato il 7 ottobre.

La guerra ha trasformato una crisi già esistente in un'emergenza nazionale. Il sistema di salute mentale israeliano era già sotto pressione prima del conflitto, e i terapeuti formati nelle terapie psichedeliche sono una risorsa scarsissima. L'impatto della guerra ha fatto esplodere il numero di persone con PTSD: secondo il Controllore di Stato israeliano, circa 3 milioni di adulti in Israele hanno manifestato ansia, depressione o sintomi post-traumatici dopo il 7 ottobre. Il costo economico è enorme: il team di Gura ha stimato che ogni caso non trattato di PTSD pesa sulla società circa 1,8 milioni di shekel nell'arco di cinque anni, per un costo complessivo stimato in circa 200 miliardi di shekel nello stesso periodo.

Di fronte a questa emergenza, Gura ha usato le sue competenze di raccolta fondi per finanziare la ricerca. Finora l'iniziativa ha raccolto 2,5 milioni di dollari, principalmente da donatori statunitensi e figure di spicco dell'ecosistema tecnologico israeliano. Con queste risorse, MAPS Israel ha formato 150 terapeuti israeliani — tutti con laurea magistrale in psicologia clinica e specializzazione nel trattamento del trauma — attraverso il programma globale MAPS per la terapia assistita con MDMA.

Il punto più innovativo del progetto riguarda il formato delle sessioni. Il protocollo di ricerca standard prevede due terapeuti per un singolo paziente. Il nuovo studio israeliano, condotto in partnership con il Sheba Medical Center, punta invece su sessioni di gruppo: due terapeuti per un gruppo di otto persone. Secondo la dottoressa Tzarfaty, la scelta risponde a una doppia logica: verificare se la dimensione collettiva del trauma — vissuto insieme durante la guerra — possa trasformare la dinamica di gruppo in un fattore terapeutico aggiuntivo, e al tempo stesso rendere il trattamento economicamente sostenibile e scalabile. Il trial prevede una prima fase con 20 partecipanti, seguita da una seconda con 168, il che lo renderebbe il più grande studio clinico sugli psichedelici mai condotto in Israele. Solo due delle sessioni utilizzerebbero MDMA; le restanti si baseranno sulla psicoterapia di gruppo fondata sulla mindfulness.

 

Il terreno scientifico su cui si muovono questi studi è in rapida espansione. Ricerche degli ultimi anni hanno mostrato che una singola somministrazione di LSD o psilocibina può ridurre le dipendenze per mesi, alleviare l'ansia esistenziale nei pazienti terminali e contribuire a sbloccare condizioni psichiatriche resistenti alle terapie convenzionali. L'MDMA viene studiata per il suo potenziale contro il PTSD. Studi di Stanford hanno documentato miglioramenti in depressione, ansia e funzionamento cognitivo in veterani con lesioni cerebrali traumatiche trattati con ibogaina; studi della Johns Hopkins indicano che la psilocibina può ridurre l'ansia in pazienti oncologici, aiutare a smettere di fumare e trattare la depressione.

 

Non mancano voci critiche: alcuni ricercatori, tra cui accademici dell'Università di Leida nei Paesi Bassi, mettono in guardia dall'entusiasmo eccessivo citando la dimensione ancora limitata dei campioni negli studi e l'assenza di follow-up di lungo periodo sui pazienti.

La psilocibina, del resto, era già al centro dell'attenzione di un'altra realtà israeliana: PsyRx, azienda farmaceutica di Rehovot nata vicino al Weizmann Institute of Science, che utilizza bioreattori sviluppati all'Università Ebraica di Gerusalemme per produrre psilocibina e ibogaina di origine biologica a standard farmaceutici. PsyRx sostiene che le molecole biologiche interagiscano con i recettori cerebrali in modo più efficace rispetto alle versioni sintetiche.

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