Martedì 9 giugno 2026
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Gb. Aumentati dell'85% in dieci anni i ricoveri per disturbi mentali da cannabis

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I ricoveri in ospedale per le conseguenze del consumo di cannabis sono aumentati dell'85% in Gran Bretagna negli ultimi dieci anni. Questo il dato riportato dallo stesso ministro della Sanita' britannico, Rosie Winterton, in una risposta scritta alla Camera dei Comuni sulle conseguenze mentali e i disordini comportamentali legati al consumo di cannabis. "Nel 1996-7 le ammissioni in ospedale erano state 510. Nel 2005-6 sono diventate 946. Solo negli ultimi cinque anni l'aumento dei ricoveri e' stato del 65%. E gli esperti avvertono che si tratta solo della punta dell'iceberg".
Il Governo ha anche spiegato che la cannabis e' la sostanza stupefacente piu' diffusa nel Regno Unito, con circa 2 milioni di consumatori abituali. E che "i ricoveri non possono essere automaticamente identificati con il numero dei consumatori costretti a ricorrere all'ospedale, perche' in qualche caso una sola persona potrebbe essere stata ricoverata piu' volte". Nel numero conteggiato dal rapporto ministeriale sono poi inclusi anche i cittadini con una dipendenza cronica da cannabis, psicosi legate al suo consumo o addirittura schizofrenia generata dalla sostanza stupefacente. "Ma molti casi potrebbero invece essere sfuggiti alla corretta diagnosi, confusi con disordini mentali e problemi psichiatrici di altra causa".
L'indagine viene ritenuta attendibile dagli psichiatri britannici.
"Non c'e' alcun dubbio -ha affermato Robin Murray, del Royal College of Psychiatry della Gran Bretagna- che i problemi psichiatrici correlati al consumo di cannabis siano in sostanziale aumento. Sicuramente si tratta di un campo di indagine che avra' bisogno di ulteriori conferme e analisi. D'altro canto solo recentemente gli psichiatri hanno cominciato a comprendere appieno le conseguenze del consumo di cannabis".
Secondo lo psichiatra fare uso di questa sostanza stupefacente espone al 10% in piu' di rischi di sviluppare schizofrenia. "E con buona approssimazione potremmo registrare circa 1.500 nuovi casi all'anno di questa malattia psichiatrica legata all'assunzione di cannabis".
'Sotto accusa -rivela il sottosegretario alla Sanita' britannico Andrew Lansley- e' la cannabis sempre piu' potente in circolazione negli ultimi anni". Questa e' la ragione che ha spinto il partito dei Conservatori ha chiedere una nuova classificazione della sostanza stupefacente che, attualmente, e' nella classe C. Gli esponenti dell'opposizione vogliono che venga riconosciuta una sua maggiore gravita', tale da spostare la cannabis in fascia B.

L'allarme sull'incredibile aumento di ricoveri per disturbi mentali legati al consumo di cannabis, pari a +85% in dieci anni, lanciato dal ministro della Sanita' britannico "e' del tutto giustificato". Parola di Massimo Di Giannantonio, psichiatra all'universita' 'Gabriele D'Annunzio di Chieti.
"La situazione e' molto seria, soprattutto per i giovani e gli adolescenti. Sono in continuo aumento i tentati suicidi, i disturbi della personalita', i comportamenti violenti o narcisistici. E molte altre patologie psichiatriche".
E la diffusione sempre maggiore delle sostanze stupefacenti contribuisce a questo quadro. "Oggi le persone non si drogano di piu' perche' circola un maggiore quantitativo di sostanze stupefacenti, ma circola piu' droga perche' tutti vogliono vivere solo il 'carpe-diem'. La societa' occidentale non offre piu' uno scopo e una finalita' a lungo termine".
Per spiegarsi meglio, lo psichiatra fa riferimento ai terroristi musulmani "che hanno un obiettivo preciso, anche se fortemente idealizzato. In Occidente invece - continua - l'unico modello e' quello del vivere alla giornata. E in quest'ottica, che purtroppo coinvolge anche i piu' giovani, rientra anche il consumo di droghe.  Con conseguenze terribili per la salute".

Il consumo di cannabis produce seri danni mentali nei giovani "che non hanno una personalita' ancora strutturata. Questa sostanza stupefacente porta a un distacco dalla realta' e uno sviluppo patologico delle personalita'". Piero Rocchini, direttore dell'Istituto superiore di psicologia applicata, commenta cosi' alla Adnkronos Salute l'allarme lanciato in Gran Bretagna dal ministro della Sanita' sull'aumento dell'85% dei ricoveri per disturbi psichiatrici legati al consumo di cannabis.
"Comportamenti schizoaffettivi e bullismo" possono essere la cartina di tornasole di un abuso di cannabis iniziato da giovani.
"Innanzitutto bisogna ricordare che gli spinelli di oggi sono 20 volte piu' potenti rispetto a quelli fumati dai 'figli dei fiori'. Se a questo elemento uniamo il fatto che a volte si inizia a fumare a 11 anni, ecco il danno".
Rocchini spiega che oggi emerge con preponderanza una patologia psichiatrica prima semi sconosciuta: "La psicosi schizoaffettiva, che e' particolarmente legata al consumo in eta' precoce di sostanze stupefacenti. Chi ne soffre - continua - non subisce la destrutturazione e la freddezza affettiva degli schizofrenici, ma cade in balia di grossi sbalzi di umore, passando da fasi maniacali a grosse depressioni. Insomma una via di mezzo tra la schizofrenia e la psicosi maniaco depressiva". L'esperto sottolinea che il numero crescente di casi di psicosi schizoaffettiva "spiega l'incremento notevole dei suicidi tra i giovani e gli adolescenti e degli incidenti stradali. Infatti in questi casi si passa da una estrema euforia che porta a una sottovalutazione dei rischi a profonde crisi depressive con desiderio di farla finita". La cannabis pero' puo' portare anche a "comportamenti violenti e disturbi della personalita'".
In questi casi subentra una difficolta' di adattamento alla societa' e al mondo reale, che induce a un disturbo antisociale di personalita'. "Questo quadro ha due conseguenze: la ricerca di nuove sostanze stupefacenti, anche diverse dalla cannabis, e una ribellione alle regole del mondo esterno. Senza peraltro che si riconosca il dolore e la sofferenza che il comportamento genera negli altri". In questi casi i comportamenti piu' comuni sono "il bullismo, che in parte deriva da questi comportamenti violenti, cosi' come il racket adolescenziale e lo stupro di adolescenti nei confronti dei coetanei".
Con questo quadro di riferimento, Rocchini evidenzia come "non abbia piu' senso continuare a parlare di droghe pesanti o leggere.
Questa distinzione inoltre contribuisce a mandare un messaggio ambiguo agli adolescenti che pensano che, in fondo, se ci sono droghe piu' pesanti, quelle leggere possono essere consumate. E ci sono adolescenti che fumano fino a 10-15 spinelli al giorno".
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