Venerdì 5 giugno 2026
Menu

Grokipedia. Elon Musk lancia la sfida a Wikipedia

MONDO
Notizia ·
L'enciclopedia basata su IA lanciata ieri in versione beta da Elon Musk ha già suscitato critiche e reazioni stizzite in chi vede minacciata la sacralità di Wikipedia. Eppure, le potenzialità ci sono.

Grokipedia è il nuovo progetto di enciclopedia online alimentata dall’intelligenza artificiale lanciato da xAI, l’azienda di Elon Musk, come alternativa a Wikipedia. Annunciata a fine settembre 2025, è stata rilasciata la scorsa notte in versione beta (0.1). Questo l’annuncio ufficiale di Elon Musk sulla sua piattaforma X

Grokipedia si pone l’obiettivo di fornire informazioni “senza censura” e in tempo reale, contrastando ciò che Musk percepisce come bias ideologici in piattaforme tradizionali come Wikipedia. Il contenuto è generato principalmente dall’intelligenza artificiale di Grok, che sintetizza dati del web e segnali degli utenti, producendo articoli dettagliati con riferimenti, ma senza autori umani identificabili. Attualmente, offre circa 885.000 articoli (contro gli oltre 7 milioni di Wikipedia), alcuni dei quali derivano inizialmente da contenuti Wikipedia (sotto licenza Creative Commons), anche se Musk intende interrompere questa pratica entro la fine dell’anno.

Grokipedia è attualmente disponibile solo in inglese. Non accetta ancora query in altre lingue e non presenta opzioni di selezione linguistica sul sito. Tuttavia, ci sono piani per espandere il supporto multilinguistico in aggiornamenti futuri, al fine di migliorare l’accessibilità globale e includere lingue aggiuntive oltre all’inglese. Musk ha indicato che la versione attuale è una beta e che le release successive si concentreranno su affidabilità e espansione linguistica, senza però annunciare dettagli specifici su tempistiche o lingue prioritarie.

La struttura delle voci di Grokipedia ricalca quella di Wikipedia, con il sommario nella colonna a sinistra e il contenuto al centro suddiviso in titoli, capitoli e sottocapitoli. Manca al momento una colonna a destra e non compaiono immagini, o quanto meno non ci è capitato di incontrarne finora nelle poche voci che abbiamo avuto il tempo di consultare.

Reazioni all’annuncio
L’universo mediatico tradizionalmente vicino al partito democratico e ostile all’attuale amministrazione USA non ha perso tempo e ha reagito subito all’annuncio della nuova creatura di Elon Musk con articoli dal tono fortemente critico, se non apertamente denigratorio. È il caso, ad esempio, di Wired, che già nel sottotitolo commentava stamani:
“Il nuovo concorrente di Wikipedia basato sull’intelligenza artificiale afferma falsamente che la pornografia ha peggiorato l’epidemia di AIDS e che i social media potrebbero alimentare un aumento delle persone transgender.”

L’articolo di Wired propone un’analisi, in verità piuttosto superficiale, di alcune voci controverse, ad esempio “slavery of African Americans in the US” (schiavitù degli afroamericani negli Stati Uniti”) e “transgender”, concludendo che il contenuto offerto da Grokipedia “promuove gli argomenti dell’estrema destra”, dà spazio a teorie complottiste e contiene alcune inesattezze storiche:
Mentre molte delle pagine che WIRED ha visto il giorno del lancio sembravano abbastanza simili a Wikipedia in termini di tono e contenuto, un certo numero di voci degne di nota di Grokipedia hanno denunciato i media mainstream, evidenziando punti di vista conservatori e, talvolta, perpetuato inesattezze storiche.

La voce di Grokipedia sulla schiavitù degli afroamericani negli Stati Uniti include una sezione che delinea numerose “giustificazioni ideologiche” fatte per la schiavitù, incluso il “Passaggio dal male necessario al bene positivo”. La fine della voce si concentra sulle critiche a The 1619 Project, che dice di aver erroneamente inquadrato “la schiavitù come il motore centrale dello sviluppo politico, economico e culturale della nazione”.
[…]
La voce di Grokipedia per “transgender” include due menzioni di “transgenderismo”, un termine comunemente usato per denigrare le persone trans. La voce si riferisce anche alle donne trans definendole “maschi biologici” che hanno “generato conflitti significativi, principalmente incentrati sui rischi per la sicurezza delle donne, la privacy e le protezioni basate sul sesso stabilite per mitigare la violenza perpetrata dagli uomini”. La sezione di apertura evidenzia i social media come un potenziale “contagio” che sta aumentando il numero di persone trans.

Sulla falsariga di Wired, anche il Washington Post scrive nel titolo che Grokipedia “esalta la visione” ideologica di destra di Elon Musk. L’articolo si sofferma poi ad analizzare alcune voci tipicamente controverse:
Il sito assomiglia a Wikipedia nello stile e nel formato, con articoli su argomenti come ChatGPT, Diane Keaton e la Coppa del Mondo FIFA 2026. Ma sembra significativamente più piccolo, più opaco nel suo funzionamento e più orientato a destra nel modo in cui inquadra alcuni articoli.
La voce di Grokipedia sul genere, ad esempio, inizia con la frase: “Il genere si riferisce alla classificazione binaria degli esseri umani come maschio o femmina in base al sesso biologico...”. Wikipedia inizia con: “Il genere è la gamma di aspetti sociali, psicologici, culturali e comportamentali dell’essere un uomo (o ragazzo), una donna (o una ragazza) o un terzo genere”.
[…]
Una pagina di Grokipedia sull’attacco del 6 gennaio 2021 al Campidoglio degli Stati Uniti mescola resoconti fattuali dell’evento con suggerimenti secondo cui i democratici e i media mainstream avevano esagerato sia la sua gravità che la colpevolezza del presidente Donald Trump.
Principali differenze con Wikipedia

Le differenze più rilevanti tra Grokipedia e Wikipedia riguardano il modello di creazione e gestione dei contenuti, la velocità di aggiornamento e la governance.

Le voci di Grokipedia sono generate e aggiornate dall’IA di Grok senza editing umano diretto. Gli utenti possono suggerire modifiche tramite un modulo, ma non modificare direttamente i contenuti. Gli aggiornamenti sono in tempo reale o quasi reale, il che rappresenta un grosso vantaggio nel caso di voci riguardanti eventi in corso. La governance è centralizzata nell’AI e nel team xAI, che è un’azienda profit.

Per contro, Wikipedia si fonda su contenuti scritti e modificati da volontari umani attraverso una collaborazione aperta. Diversamente da Grokipedia, gli aggiornamenti sono manuali, con revisioni e verifiche che possono ritardare il processo. Almeno in teoria, l’editing di Wikipedia è aperto a chiunque, con una cronologia delle modifiche trasparente, anche non si contano i casi di voci relative a temi o personaggi controversi nei quali è stato impedito allo stesso interessato di modificare i contenuti.¹ La governance è gestita dalla Wikimedia Foundation² e ufficialmente è basata sul consenso comunitario e politiche neutrali.

A titolo di test, abbiamo provato a fare qualche confronto prendendo come esempi voci presenti nelle due enciclopedie. Dal momento che Grokipedia è disponibile per ora solo in inglese, il confronto è stato fatto con la versione inglese di Wikipedia (in entrambi i casi abbiamo escluso note e riferimenti bibliografici dai conteggi). Per la voce “Wired magazine” (la rivista Wired citata sopra), Grokipedia fornisce un articolo di 4.564 parole contro le 2.757 di Wikipedia. La differenza è ancora più eclatante quando si confronta una voce tipicamente controversa come “9/11 truth movement” (movimento per la verità sull’11 settembre). In questo caso, Grokipedia offre un articolo di 12.064 parole contro le sole 3.563 di Wikipedia.

Climate change: Wikipedia vs Grokipedia
Ancora più interessante è il confronto sulla voce “climate change”. Questo è anche l’unico caso tra quelli da noi visionati in cui il numero di parole dei due articoli sostanzialmente si eguaglia (10.882 parole e 467 fonti bibliografiche per Wikipedia, 10.620 parole e 268 fonti per Grokimedia), essendo in tutti gli altri pesantemente a favore di Grokimedia per quantità di parole e note. La differenza più vistosa riguarda il diverso approccio che le due enciclopedie riservano all’argomento. Wikipedia afferma categoricamente la teoria ufficiale dell’origine antropica del cambiamento climatico, facendola di fatto coincidere con un paradigma scientifico indiscusso e indiscutibile:
L’opinione pubblica sottovaluta sostanzialmente il grado di consenso scientifico sul fatto che gli esseri umani stiano causando il cambiamento climatico (dati del 2022). Gli studi dal 2019 al 2021 hanno rilevato che il consenso scientifico varia dal 98,7 al 100%.
Pochissimo spazio viene dato a teorie alternative o posizioni critiche e minoritarie, declassate senza troppi cerimoniali al rango di dicerie in un breve sottocapitolo dal titolo eloquente: “Negazionismo e disinformazione”:

Il dibattito pubblico sul cambiamento climatico è stato fortemente influenzato dalla negazione del cambiamento climatico e dalla disinformazione, che ha avuto origine negli Stati Uniti, e da allora si è diffuso in altri paesi, in particolare in Canada e in Australia. La negazione del cambiamento climatico ha avuto origine da aziende di combustibili fossili, gruppi industriali, think tank conservatori e scienziati contrari. Come l’industria del tabacco, la strategia principale di questi gruppi è stata quella di creare dubbi sui dati e sui risultati scientifici relativi al cambiamento climatico. Le persone che nutrono dubbi ingiustificati sul cambiamento climatico sono chiamate “scettici” del cambiamento climatico, anche se “contrari” o “negazionisti” sono termini più appropriati.

Ci sono diverse varianti di negazione del clima: alcuni negano che il riscaldamento abbia luogo, alcuni riconoscono il riscaldamento, ma lo attribuiscono alle influenze naturali e alcuni minimizzano gli impatti negativi del cambiamento climatico. L’incertezza sulla scienza si è poi trasformata in una controversia fabbricata: creare la convinzione che ci sia una significativa incertezza sul cambiamento climatico all’interno della comunità scientifica per ritardare i cambiamenti politici. Le strategie per promuovere queste idee includono la critica delle istituzioni scientifiche e la messa in discussione delle motivazioni dei singoli scienziati. Una cassa di risonanza di blog e media negazionisti del clima ha ulteriormente fomentato l’incomprensione del cambiamento climatico.

Per contro, l’articolo di Grokimedia appare più sfumato e meno perentorio fin dall’incipit:
Il cambiamento climatico indica cambiamenti a lungo termine nei modelli medi di temperatura, precipitazioni e altre variabili climatiche su scala regionale e globale, ponendo contemporaneamente l’attenzione sull’aumento osservato della temperatura globale dell’aria superficiale terrestre di circa 1,2°C rispetto alla linea di base preindustriale del 1850-1900, accelerata negli ultimi decenni fino a raggiungere 1,43°C al di sopra di tale livello nel 2023. Questo riscaldamento si manifesta in fenomeni come la riduzione dell’estensione del ghiaccio marino artico, l’alterazione dei regimi di precipitazione e gli eventi meteorologici estremi più frequenti, anche se l’attribuzione di eventi specifici rimane difficile a causa della variabilità naturale.
Al terzo paragrafo, Grokimedia riconosce che oltre il 99% degli studi scientifici avvalora la teoria dell’origine antropica, tuttavia aggiunge che non mancano critiche alla metodologia dei sondaggi, che causerebbe una potenziale sovrastima del consenso:
La letteratura scientifica riflette un forte consenso, con oltre il 99% degli studi peer-reviewed che sostengono un ruolo umano sostanziale nel recente riscaldamento, sebbene le critiche metodologiche ai sondaggi di consenso evidenzino una potenziale sovrastima includendo approvazioni implicite e sottorappresentando le analisi dissenzienti delle discrepanze dei modelli o delle forzanti naturali.
Uno spazio decisamente maggiore viene dedicato alla fine a teorie e posizioni dissenzienti in un apposito capitolo intitolato “Controversie e posizioni alternative”.

Considerazioni finali
Un confronto obiettivo e credibile tra le due enciclopedie non è ancora possibile. Mentre Wikipedia è uno strumento consolidato, che in 24 anni di esistenza ha avuto modo di arricchirsi, perfezionarsi e correggere nel tempo almeno una parte delle criticità più vistose, Grokimedia è ancora un embrione di ciò che presumibilmente diverrà in futuro, una volta che si sarà arricchita di voci e il modello sarà stato affinato correggendo gli errori e le imprecisioni più grossolane. Per un confronto serio, si dovrà attendere almeno la versione 1.0.

Fin d’ora, però, Grokipedia lascia intravedere potenzialità enormi grazie alla capacità di elaborazione garantita dall’IA e alla velocità di aggiornamento con cui sembra in grado di scandagliare il web, elaborare e organizzare le informazioni, gestire e presentare i contenuti. Le reazioni piccate di alcune testate mainstream all’annuncio della versione 0.1 appaiono motivate, francamente, più da pregiudizio ideologico e dal timore che possa diventare un temibile concorrente per Wikipedia che da un’analisi onesta e disinteressata. Sulla base della nostra breve e limitata esperienza, non ci sentiamo di condividere l’accusa, secondo cui Grokipedia promuoverebbe contenuti ideologicamente vicini all’estrema destra o ad ambienti conservatori. Il fatto che all’interno di una voce venga dato spazio anche a posizioni, teorie, ipotesi, punti di vista non allineati a quelli dominanti, oltre che a fonti non convenzionali diverse dai mainstream, non ci pare affatto un male, a condizione che quello non diventi anche l’unico punto di vista, circostanza che - in questo caso sì - comprometterebbe fatalmente l’obiettività e la credibilità del contenuto. Tutto questo ricordando che i paradigmi scientifici cambiano nel tempo, come ci ricorda Thomas Kuhn, e che niente è meno scientifico che dare per definitivamente chiuso un dibattito cercando di trasformare teorie falsificabili in assiomi da accettare senza discussioni.

In sintesi, Grokipedia rappresenta un approccio innovativo basato sull’AI per un’enciclopedia dinamica e meno censurata, che ad oggi promette bene, ma solleva anche preoccupazioni in termini di accuratezza e mancanza di trasparenza umana rispetto al modello collaborativo e consolidato di Wikipedia. Il nostro consiglio? Quando Grokipedia avrà raggiunto uno stadio di sviluppo accettabile, sarà interessante consultare entrambe le fonti, insieme a molte altre. Nessuna delle due enciclopedie sarà mai perfetta, nessuna delle due sarà mai completamente esente da bias ed errori. Se cercate la verità, cercate sempre più fonti: avrete maggiori probabilità di farvi un quadro chiaro ed esaustivo di ciò che cercate. Sempre ricordando che le cosiddette “verità” sono inseparabili dagli interessi di chi le promuove e che chi cerca di imporvi un’autorità epistemica come unica fonte a cui credere di solito non lo fa nel vostro interesse, ma, più probabilmente, nel suo.

Note
1
Per temi o personaggi controversi, specialmente biografie di persone viventi o articoli con potenziali conflitti di interesse, Wikipedia impone restrizioni rigorose, ufficialmente per prevenire abusi, bias, promozione o violazioni della neutralità (Neutral Point of View, o NPOV). Non si tratta di un “impedimento” assoluto, ma di meccanismi che spesso portano a reversioni, blocchi o protezioni delle pagine, rendendo difficile per i diretti interessati modificare contenuti senza passare per canali formali. Emblematico il caso dello scrittore Philip Roth, che nel 2012 cercò di correggere un dettaglio sulla sua opera, ma si vede rifiutare la modifica “perché mancavano fonti secondarie affidabili”, nonostante fosse il soggetto. Roth si vide costretto a pubblicare una lettera aperta su The New Yorker per far valere le sue ragioni.
2
Wikimedia Foundation si definisce un’organizzazione no-profit ed è registrata come ente 501(c)(3) negli Stati Uniti, con l’obiettivo di supportare Wikipedia e altri progetti Wikimedia senza fini di lucro. Questo status implica che la fondazione non distribuisce profitti a soci o azionisti e opera con trasparenza finanziaria. Tuttavia, ciò non la rende del tutto esente da condizionamenti, influenze esterne, pressioni politiche, corporative e ideologiche. Benché si finanzi principalmente attraverso donazioni diffuse da parte di lettori (con una media di 11-15 dollari per donazione) e raccolte tramite campagne online, riducendo così il rischio di dipendenza da singoli donatori, tra i suoi donatori figurano grandi corporation come Google, Amazon, Facebook e altre big tech, fondazioni filantropiche come la Open Society Foundations di George Soros, Craig Newmark, Alfred P. Sloan Foundation, Ford, Hewlett, Omidyar Network. La fondazione afferma che queste fonti non influenzano il contenuto, che rimane curato da volontari indipendenti, e che la diversificazione dei fondi protegge l’indipendenza. Ciò nondimeno, Wikipedia è stata spesso accusata di parzialità e tendenze liberal (le principali critiche riguardano proprio la composizione dei volontari, prevalentemente maschi, occidentali, progressisti). Anche la regola per cui vengono privilegiate fonti “mainstream” rispetto a fonti minori e non allineate ha sollevato non poche critiche e obiezioni in passato, dal momento che porta fatalmente a far coincidere la “verità” con la narrazione ufficiale o dominante (che poi è il più delle volte quella dei governi) a discapito di teorie o ipotesi alternative, spesso declassate al rango di pseudoscienza, complottismo o disinformazione. In sintesi, la neutralità di Wikipedia resta un ideale perseguito, tuttavia sui temi più controversi non sempre questa enciclopedia è esente da bias e parzialità.

(Giubbe Rosse del 28/10/2025)

 
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →