Hacker colpiscono le Rsa del Trentino: coinvolti 300 anziani a Rovereto
Dopo l'attacco informatico che il 25 settembre aveva colpito la Rsa San Gaetano di Predazzo, i criminali informatici sono tornati a colpire in Trentino, prendendo di mira questa volta le quattro sedi della casa di riposo di Rovereto, che ospitano complessivamente circa 300 anziani. Come riporta il Corriere del Trentino, gli hacker hanno violato i sistemi informatici della struttura chiedendo un riscatto, utilizzando però una tecnica diversa rispetto al phishing impiegato nel primo episodio: questa volta l'intrusione è avvenuta tramite un'ondata di accessi simultanei massivi che ha mandato in tilt i server.
La presidente della Rsa di Rovereto, Daniela Roner, ha dichiarato che l'assistenza socio-sanitaria agli ospiti non è stata compromessa. Il merito va all'utilizzo delle cartelle cliniche cartacee, che hanno permesso di continuare a gestire terapie e documentazione sanitaria anche a sistemi informatici bloccati, e al richiamo in servizio di personale aggiuntivo per far fronte all'emergenza.
Di fronte al ripetersi degli attacchi alle residenze per anziani del territorio, l'Azienda sanitaria provinciale (Asuit), in collaborazione con Trentino Digitale, ha deciso di attivare i massimi protocolli di sicurezza. Nello specifico è stata disposta la chiusura temporanea di tutti i canali di interconnessione diretta tra la rete centrale dell'Azienda sanitaria e le Rsa della provincia, con l'obiettivo di isolare i flussi di comunicazione ed evitare che eventuali minacce informatiche possano propagarsi e compromettere i dati sanitari custoditi a livello centrale.
Questa misura precauzionale ha però comportato la sospensione temporanea di alcuni servizi digitali che normalmente collegano le case di riposo al sistema sanitario provinciale: il teleconsulto specialistico, i flussi informatici per l'accettazione dei prelievi effettuati all'interno delle Rsa e la consultazione dei fascicoli e delle cartelle cliniche elettroniche. Le strutture tecniche di Asuit e Trentino Digitale stanno monitorando la situazione e valutando le condizioni per un ripristino in sicurezza dei nodi di rete, una volta escluso ogni rischio di ulteriore propagazione dell'attacco.
L'episodio riporta l'attenzione sulla vulnerabilità informatica delle strutture sociosanitarie, dove la disponibilità costante dei sistemi digitali è fondamentale per la gestione quotidiana dell'assistenza a persone anziane e fragili, e dove un attacco ransomware può avere conseguenze dirette sulla continuità delle cure, oltre che sulla sicurezza dei dati sanitari degli ospiti.