Venerdì 4 settembre 2026
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Immigrati contribuiscono a PIL. FMI

MONDO
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La scarsa partecipazione al lavoro e l'invecchiamento della popolazione rischiano di affossare le economie avanzate e i loro sistemi di welfare. Per questo aprire le porte ai migranti puo' essere una "manna" per i Paesi ospitanti. Il suggerimento e' contenuto nei capitoli analitici del World economic outlook del Fondo monetario internazionale, secondo cui, "a meno che la tecnologia non consenta sorprendenti guadagni di produttivita'", i Paesi piu' ricchi dovrebbero "ripensare le politiche sull'immigrazione per accrescere il tasso di partecipazione al mercato del lavoro, insieme a politiche per incoraggiare i lavoratori piu' anziani a rinviare il pensionamento". I tecnici di Washington non nascondono i problemi che una 'rivoluzione' del genere potrebbe provocare. Ma non hanno dubbi: "Sebbene accogliere migranti puo' porre sfide, fino a provocare potenzialmente contraccolpi politici, puo' anche rivelarsi una manna" per chi apre le porte del proprio mercato del lavoro. "La migrazione netta", osserva l'Fmi, "ha contato per quasi meta' della crescita della popolazione negli ultimi tre decenni" e "puo' alleviare il peso dell'invecchiamento della popolazione e contribuire ad altri guadagni di lungo termine, come una maggiore crescita e una maggiore produttivita'".
La ricerca del Fondo monetario internazionale testimonia che "molti Paesi finora hanno contrastato con successo le spinte negative dell'invecchiamento della popolazione sulla partecipazione complessiva al mercato del lavoro rafforzando la partecipazione di specifici gruppi di lavoratori alla forza lavoro". Ad esempio, "politiche che riducano i disincentivi ad aderire o rimanere nella forza lavoro e politiche che aiutino i lavoratori a combinare meglio famiglia e vita lavorativa possono accrescere tali guadagni e consentire alle persone che vogliono lavorare di farlo". Ad esempio, durante gli anni della crisi, al declino della partecipazione maschile e dei giovani si e' opposta una crescita della componente femminile. Secondo il Fondo, "ulteriori investimenti nell'educazione, nella formazione e nelle politiche attive possono non solo incoraggiare le persone a partecipare al mercato del lavoro ma anche l'intera forza lavoro a essere piu' resiliente agli sviluppi globali, come i progressi tecnologici o la globalizzazione, che possono cancellare la necessita' di determinate competenze". Cruciale e' anche la revisione della tassazione sul lavoro, con la necessita' di rivedere il cuneo fiscale. Tuttavia, osserva lo studio, "i drammatici cambiamenti nella struttura demografica delle economie avanzate sovrastano la capacita' delle politiche di controbilanciare le forze dell'invecchiamento". E tutte le simulazioni suggeriscono che "la partecipazione aggregata declinera', anche se il divario di genere venisse interamente chiuso". Insomma, conclude l'Fmi, "ogni sforzo di reprimere la migrazione internazionale non farebbe altro che esacerbare le pressioni demografiche", con conseguenze nefaste per la crescita delle economie avanzate e la tenuta dei loro sistemi di sicurezza sociale.
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