Venerdì 6 novembre 2026
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Incriminato il figlio dell'ex presidente ecuadoriano Bucaram per narcotraffico

AMERICHE - USA
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La Procura federale del Distretto Sud di New York ha incriminato cinque cittadini ecuadoriani, tra cui Jacobo Abdala Bucaram-Pulley, figlio dell'ex presidente dell'Ecuador Abdalá Bucaram, con l'accusa di aver trafficato tonnellate di cocaina verso Stati Uniti ed Europa, in parte nascondendola in container di tonno destinati all'esportazione. L'annuncio è arrivato giovedì dall'ufficio del procuratore di New York.

 

Come riporta l'agenzia Associated Press, i cinque imputati avrebbero svolto un ruolo "critico" nel trasformare l'Ecuador in un punto di transito chiave per la maggior parte della cocaina diretta verso Stati Uniti ed Europa. Il procuratore federale Jamie McDonald ha dichiarato che le accuse rappresentano uno sforzo coordinato per smantellare la corruzione politica e il narcotraffico che hanno devastato l'Ecuador, alimentando un'ondata di violenza crescente negli ultimi anni.

 

Tra gli indagati figurano, oltre a Bucaram-Pulley, 48 anni, anche Jaime Estrada Medranda, ex membro dell'Assemblea Nazionale ecuadoriana, e suo padre Jaime Estrada Bonilla, 71 anni, ex sindaco della città portuale di Manta ed ex presidente dell'Autorità Portuale locale. Secondo quanto riportato dalla Procura, padre e figlio gestivano un'azienda di prodotti ittici con sede proprio a Manta, città nota come snodo per l'industria conserviera del tonno e, secondo gli inquirenti, anche come punto di transito della filiera globale della cocaina. I due possiedono inoltre una squadra di calcio professionistica ecuadoriana. Gli altri due imputati, Geovanny Fernandez Menendez, 53 anni, e William Jose Briones Lopez, 47 anni, avrebbero agito come rappresentanti di fiducia di Medranda e Bonilla, incaricati di incontrare i trafficanti, raccogliere i pagamenti e coordinare la logistica dei carichi.

 

Secondo l'atto d'accusa, Medranda e Bonilla avrebbero limitato il rischio personale affidandosi a intermediari per gestire direttamente i rapporti con i narcotrafficanti. Un episodio citato riguarda il 2026, quando i due avrebbero inviato Fernandez Menendez e Briones Lopez a incontrare Bucaram-Pulley - descritto come trafficante di droga e armi - per negoziare l'esportazione di un carico da due tonnellate di cocaina dall'Ecuador verso il Messico, con destinazione finale gli Stati Uniti. Bucaram-Pulley avrebbe inoltre operato come intermediario anche per altri narcotrafficanti.

 

Bucaram-Pulley è figlio di Abdalá Bucaram, eletto presidente dell'Ecuador nel 1996 e destituito dal Congresso meno di sei mesi dopo per "incapacità mentale", al termine di un mandato segnato da accuse di corruzione e nepotismo.

 

Gli arresti sono scattati tra il 2 e il 4 novembre: Estrada Bonilla ed Estrada Medranda sono stati fermati a Panama, nella zona di Punta Paitilla a Panama City, mentre Bucaram-Pulley, Fernandez Menendez e Briones Lopez sono stati catturati a Guayaquil, in Ecuador. Le operazioni sono state rese possibili dalla cooperazione tra la Drug Enforcement Administration (DEA) statunitense, il Dipartimento di Stato americano e le autorità di Ecuador e Panama, con il coinvolgimento dell'Ufficio centrale nazionale Interpol di Panama.

 

Per anni il gruppo avrebbe fatto affari con organizzazioni criminali di peso come Los Choneros e Los Lobos, entrambe inserite dall'amministrazione statunitense nell'elenco delle organizzazioni terroristiche straniere. L'Ecuador, incastonato tra Colombia e Perù - i due maggiori produttori mondiali di cocaina - fatica da tempo a contenere la violenza legata al narcotraffico, con cartelli rivali che si alleano a bande locali per il controllo dei porti sulla costa e delle altre rotte di contrabbando.

 

Tutti e cinque gli imputati devono rispondere di cospirazione per l'importazione di cocaina negli Stati Uniti, reato che prevede una pena minima obbligatoria di dieci anni di reclusione fino all'ergastolo, oltre alle accuse di possesso e cospirazione per il possesso di mitragliatrici, che comportano una pena minima obbligatoria di trent'anni. Secondo quanto riferito dal ministro dell'Interno ecuadoriano John Reimberg, la giustizia statunitense ha emesso notifiche rosse Interpol per ottenere l'estradizione dei cinque verso gli Stati Uniti, dove dovranno affrontare il processo. Bucaram-Pulley e gli altri due arrestati a Guayaquil sono stati intanto trasferiti nel carcere di El Encuentro, nella provincia di Santa Elena, in attesa dell'iter di estradizione.

 

Come riportato dall'ufficio del procuratore del Distretto Sud di New York, gli atti giudiziari depositati finora non indicano legali incaricati della difesa per nessuno dei cinque imputati.

 

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