Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Ambasciatore olandese: leggi italiane sulla droga troppo repressive. Ferrero: colpa di Mastella

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'L'Italia e l'Olanda hanno ottimi rapporti e sono uniti nella lotta alla tossicodipendenza. E questo nonostante i cambiamenti di governo e nonostante le scelte politiche siano a volte diverse'. E' quanto ha detto l'ambasciatore dei Paesi Bassi a Roma, Egbert Jacobs, che questa mattina ha partecipato ad un seminario sulle tossicodipendenze organizzato insieme al ministero della solidarieta' sociale. 'La lotta alla droga e' mondiale. Ha due facce, quella penale e quella medico-sociale. Putroppo in Italia il risvolto penale ha maggior rilievo nella politica e nei media'. In Olanda - e' stato ricordato al seminario - esiste la distinzione fra droghe leggere e droghe pesanti; e' tollerata la vendita della cannabis ma si agisce 'molto severamente' contro la vendita delle droghe pesanti ('cosi' e' stato possibile staccare questi due mercati l'uno dall'altro'). Il possesso, il commercio, la vendita e la produzione di tutti i tipi di droghe sono reati penali; e' fatta eccezione solo per l'assunzione di droga a scopi medici, veterinari, istruttivi e scientifici. Il governo olandese ha deciso di avviare un programma sociale per i tossicodipendenti in quattro delle piu' grandi citta' (Amsterdam, Rotteerdam, Den Haag ed Utrech). Il programma prevede, ad esempio, che entro il 2010 per tutti i 10 mila senzatetto saranno messi a disposizione casa, cure e lavoro.    

I reati in tema di tossicodipendenza registrano minore recidivita' se si ricorre alle pene alternative invece che al carcere. Lo ha affermato il ministro della solidarieta' sociale Paolo Ferrero, intervenuto al seminario. Sottolineando che in Italia c'e' un eccessivo ricorso alla repressione che pero' non e' garanzia di efficacia, Ferrero ha spiegato che la recidiva fra chi sta in carcere e' pari ai 4/5 ma scende ai 2/5, quindi si dimezza, nel caso delle pene alternative. 'La tesi che la sicurezza si affronta con la repressione, e che l'inclusione sociale e' una pia idea buonista, e' falsa. E' l'inclusione sociale la vera strategia perche' lavora sulla prevenzione. E poi i costi sono inferiori'. 'La repressione e il carcere, per i reati molto pesanti, ci deve essere come anche la certezza della pena, ma non deve rubare spazio alle politiche di inclusione sociale'. Ferrero ha poi evidenziato il carattere 'ideologizzato' del dibattito che nulla a ha che vedere con le spiegazioni scientifiche della questione ('e' usata come simbolo delle paure sociali per la sicurezza che servono ad allargare consenso politico') e che per questo rende piu' difficili le soluzioni. Ha infine aggiunto che, se il Governo Prodi non ha portato avanti la modifica della legge Fini-Giovanardi e' per l'opposizione dell'ex ministro della Giustizia Clemente Mastella.
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