Martedì 9 giugno 2026
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Italia-America Latina. Accordo per una cooperazione antidroga

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L'Italia e otto Paesi latinoamericani hanno convenuto di rafforzare la cooperazione nella lotta al narcotraffico con l'interscambio di informazioni giudiziarie, la lotta al lavaggio del danaro sporco e campagne di prevenzione rivolte soprattutto ai giovani. L'accordo e' stato stipulato a Roma, il 27 novembre, tra il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, e gli ambasciatori o i rappresentanti diplomatici di Argentina, Cile, Costa Rica, Colombia, El Salvador, Messico, Repubblica Domenicana, Venezuela. L'iniziatiativa e' partita dal Governo colombiano tramite la sua sede diplomatica a Roma. Nell'incontro "si sono gettate le basi per una cooperazione molto utile per l'Italia e l'America Latina nella lotta al narcotraffico", soprattutto per facilitare l'interscambio di informazioni giudiziarie tra le parti, considerate le differenze esistenti nelle legislazioni di ciascuna nazione, ha spiegato Grasso ai giornalisti. L'idea e' di facilitare il lavoro delle autorita' dei vari Paesi, in modo da trattare direttamente senza dover passare per i ministeri degli Affari Esteri, come avviene ora per la maggioranza dei casi. L'ambasciatore colombiano in Italia, Sabas Pretelt de la Vega, ha detto che lo scopo della riunione e' quello di promuovere la responsabilita' condivisa nella lotta al narcotraffuico tra Paesi produttori di droga e Paesi consumatori. Secondo Pretelt de la Vega, che fino a qualche mese fa e' stato ministro degli Interni e della Giustizia della Colombia, l'avvicinamento con l'Italia per combattere gli stupefacenti dipende dal fatto che, insieme a Spagna, Gran Bretagna e Olanda, essa e' uno dei Paesi europei dove si consuma piu' droghe. Grasso ha menzionato Colombia, Peru' e Venezuela come i principali luoghi di provenienza della cocaina venduta in Europa, e ha segnalato contatti tra narcotrafficanti latinoamericani, in particolare colombiani, con la 'ndrangheta calabrese per la sua distribuzione.
Oltre ai due temi trattati, nella riunione si e' parlato anche di campagne di prevenzione da indirizzare ai giovani per renderli consapevoli dei problemi causati dalle droghe. Secondo il procuratore Grasso, il consumo di sostanze stupefacenti, e in particolare della cocaina, nell'ultimo decennio e' aumentato del 22% tra i giovani europei della fascia 16 - 24 anni. Ha anche detto di essere contrario alla legalizzazione, ritenendo che le esperienze fatte in Paesi come l'Olanda non abbiano contribuito a ridurre il consumo, visto che continua ad esistere un mercato nero. In piu', la legalizzazione solleva un problema etico giacche' non si puo' favorire il consumo di qualcosa che "distrugge l'umanita'".
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