Italia. Capezzone: sul decreto Turco, ministero Giustizia dimostra pressappochismo
"Ho fatto rimandare indietro la lettera del ministero, chiedendo una sua riformulazione visto lo strafalcione in cui gli uffici del ministero della Giustizia sono incorsi: il decreto del 4 agosto scorso non ha elevato i valori dei quantitativi massimi, previsti per uso personale, delle 170 (centosettanta) sostanze elencate nella tabella I del testo unico sugli stupefacenti; ha, più modestamente, raddoppiato i quantitativi massimi solamente di due di tali sostanze ('Delta-8- tetraidrocannabinolo THC' e 'Delta-9-tetraidrocannabinolo THC')".Lo scrive in una nota il radicale Daniele Capezzone che lo scorso 31 luglio aveva presentato un`interrogazione (n. 4-00770, Capezzone e altri) per sapere quando il ministro della Giustizia avrebbe controfirmato il decreto, redatto dal ministro della Salute, con il quale è stato raddoppiato il quantitativo di cannabis detenibile per uso personale.
"Il 27 dicembre, ben cinque mesi dopo, il ministero della Giustizia ha fatto recapitare a Capezzone una lettera contenente il seguente telegramma: 'In risposta all`interrogazione indicata in oggetto, si rappresenta che con decreto del 4 agosto 2006, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17.11.2006, il Ministro della Salute, di concerto con il Ministro della giustizia e sentito il Ministro della solidarietà sociale, modificando l`art. 1 del D.M. 11 aprile 2006, ha elevato i valori dei quantitativi massimi, previsti per uso personale, delle sostanze elencate nella tabella I del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e delle sostanze psicotrope. (Il Ministro)'.
"Durante i cinque anni di governo del centro-destra, i radicali hanno costantemente denunciato il pressappochismo con cui sono state gestite le politiche sulle tossicodipendenze; a maggior ragione ora con il governo di centro-sinistra chiediamo di ottenere risposte precise e tempestive alle nostre puntuali interrogazioni".
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