Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Ferrero: Ronconi ha gia' scontato la pena

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'La formazione della Consulta degli esperti e degli operatori sociali sulle tossicodipendenze, di cui Susanna Ronconi e' stata chiamata a far parte, ha seguito criteri di pluralita', professionalita' e ricerca di esperienze maturate in materia'. Cosi' il ministro della solidarieta' sociale, Paolo Ferrero risponde in una lettera al quotidiano 'Il mattino di Padova' alle polemiche nate dopo la nomina della ex brigatista a membro della Commissione.
'Questo organismo, composto da settanta persone, cui non e' dovuto alcun emolumento, intende riunire coloro che in questi anni hanno lavorato nel campo delle tossicodipendenze con scientificita' e capacita'; il nome di Susanna Ronconi ci e' stato indicato dal 'Forum droghe', sulla base di esperienze da lei acquisite. Ronconi, che e' tra l'altro fra gli autori del 'Rapporto annuale sui diritti globali' e' stata percio' chiamata a far parte della Consulta sulla base della specifica indicazione di una organizzazione che opera da anni nel settore delle tossicodipendenze'.
'Quanto alla vicenda personale di Susanna Ronconi, credo che la sua storia degli ultimi quindici anni ci parli di una persona che ha rotto completamente con il proprio passato. Condannata per un grave atto di sangue avvenuto nel 1974, Ronconi ha pagato il prezzo che doveva pagare con la giustizia e ha poi scelto di svolgere dagli anni Novanta molte attivita' sociali, in particolare con il Gruppo Abele di Torino, spendendosi in ogni modo per i piu' deboli'.
'Sono evidenti le sofferenze e i drammi che il terrorismo ha provocato a molte persone; per questo il terrorismo e' stato combattuto e sconfitto. Ma e' sotto gli occhi di tutti il fatto che, se mai vi e' stato un caso in cui l'espiazione della pena ha determinato un percorso di reimpostazione complessiva della propria esistenza, e' proprio quello di Susanna Ronconi. la sua presenza nella Consulta non vuole quindi in alcun modo negare il dolore prodotto dal terrorismo, o peggio ancora insultare chi questo dolore ha subito. A partire da una radicale modifica di impostazione della propria vita, questa nomina riconosce il lungo lavoro da lei svolto nel campo delle tossicodipendenze e tra i settori piu' deboli della nostra societa', conclude il ministro.

L'Unione sindacale di polizia "e' da sempre contro ogni sorta di giustizialismo ma stigmatizza le scelte scellerate di chi persevera nel privilegiare coloro che si sono macchiati di reati gravissimi nei confronti della societa' civile, mentre chi ha sempre e comunque rispettato le leggi e talvolta e' morto in nome di esse viene umiliato e abbandonato all'oblio". Roberto Boni, vicesegretario nazionale del sindacato, torna sul caso Ronconi, l'ex br proposta come consulente di una commissione del ministero della Solidarieta' sociale.
"E' vero, la Ronconi ha scontato il suo debito con la giustizia, ma che eminenti rappresentanti delle istituzioni intendano assumerla pagandola profumatamente con il denaro dei contribuenti appare sicuramente inopportuno, per non dire vergognoso. La solidarieta' del ministro Ferrero invece di essere 'a senso unico', dovrebbe rivolgersi innanzitutto verso quelle famiglie di poliziotti, carabinieri e uomini dello Stato uccisi dalla ferocia dei terroristi, sia di destra che di sinistra".
"Ma davvero - conclude il vicesegretario - la signora Ronconi, che qualcuno dice essere una grandissima esperta di marginalita' sociali e di droga, e' l'unica persona in Italia ad avere questi requisiti, tanto da avere ripetutamente svolto dei lavori per le varie amministrazioni pubbliche? E allora, tutti quegli operatori impegnati nel volontariato che, mentre i terroristi terrorizzavano la brava gente, assistevano i drogati e i disadattati, chi sono per il ministro Ferrero?".
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