Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Giovanardi ai Radicali: 'riduzione del danno' solo se c'e' recupero pieno

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'Siamo favorevoli a tutte le pratiche di riduzione del danno che consentano il pieno recupero e non la cronicizzazione del tossicodipendente': cosi' il sottosegretario con delega alla lotta alla droga, Carlo Giovanardi, spiega all'Ansa la posizione del governo sulla questione della riduzione del danno, oggetto di un'interrogazione dei senatori radicali Marco Perduca e Donatella Poretti. 'Non mi meraviglia che i Radicali non siano in sintonia con il governo sul tema della tossicodipendenza'. Quindi spiega: 'A noi non interessano le etichette ma i contenuti. Se riduzione del danno vuol dire metodologie per arrivare al recupero, bene; non dico di no al metadone a scalare o alle siringhe pulite se finalizzati al pieno recupero della persona. Ma se invece per riduzione del danno si intende stanza del buco, o somministrazione controllata di eroina, allora diciamo no'. E' questa, sottolinea, la posizione che l'Italia sta portando avanti nelle discussioni preparatorie in vista della Commissione Onu sulle droghe, che si terra' a Vienna tra due settimane. Una posizione, precisa, 'sostenuta da molti altri Paesi come Usa, Russia, Giappone. E anche da qualche altro Paese europeo'. 'All'interno dell'Unione europea c'e' una discussione sul tema' ammette il senatore. 'Vedremo cosa succedera' a Vienna, li' si confronteranno tutte le posizioni. L'accordo va trovato sui contenuti non sulla terminologia'.    

"Ringraziamo l'onorevole Carlo Giovanardi per averci confermato quanto avevamo captato in via informale dai corridoi dell'Onu di Vienna". A dirlo sono i senatori radicali Perduca e Poretti. "Auspichiamo comunque che l'interpretazione riduttiva che egli da', a nome del governo, della 'riduzione del danno' non vada a minare la credibilita' politica dell'Unione europea che intende, in quanto tale, promuovere politiche socio-sanitarie a livello globale in aiuto ai tossicomani".  "Impedire che l'Ue si presenti compatta assieme a Svizzera, Australia, Canada e Brasile, a noi vicini per visione politica e socio-economica, creerebbe enormi problemi a tutti quei paesi poveri o in via di sviluppo che negli ultimi anni sono stati invasi dalle 'droghe'.  "Se al governo non interessano le etichette, ma il raggiungimento di obiettivi di 'recupero' dei tossicomani obiettivi che per noi non sono raggiungibili con la mera riduzione del danno, ma con l'antiproibizionismo, occorre che da Vienna la comunita' internazionale esca con una comunione di intenti e concreti impegni inclusivi e non esclusivi".    
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