Martedì 9 giugno 2026
Menu

Italia. Gruppo associazioni: alla conferenza di Trieste vietato parlare di miglioramenti alla legge Fini-Giovanardi

Notizia ·
A Trieste ci saranno, diffidenti ma senza dogmi ne' pregiudizi: un gruppo di associazioni e operatori del settore, in vista della Conferenza nazionale sulle droghe organizzata dal governo e che si terra' a meta' marzo, esprime in un documento le sue critiche. La Conferenza non si presenta, al momento - affermano nel documento Antigone, Cgil, Cnca, Coordinamento nazionale nuove droghe, Forum droghe, Forum salute mentale, Gruppo Abele e Itaca Italia - come quell'occasione di confronto aperto e di interlocuzione con la politica. Di piu': secondo i promotori, essa non sembra neppure adempiere al suo compito primario, previsto per legge, che e' quello di valutare l'applicazione della normativa in vigore al fine di 'individuare eventuali correzioni alla legislazione antidroga dettate dall'esperienza applicativa': la Fini-Giovanardi, infatti  non sara' oggetto delle discussioni previste nel programma. Altri appunti: il rischio che gli operatori pubblici finiscano per essere un'esigua minoranza, 'visto che il governo si fa carico solo delle spese dei rappresentanti delle comunita''; la presenza di un 'televoto' nella plenaria finale, con cui i partecipanti dovrebbero esprimere il loro gradimento sulle diverse proposte, procedura che si presta, dicono, a strumentalizzazioni; l'assenza di una riflessione sui servizi di prossimita' e di riduzione del danno, 'scelta che pare ispirata da puri preconcetti ideologici'. I promotori del documento intendono operare 'affinche' sia garantita a Trieste l'opportunita' di dibattere, anche con iniziative al di fuori della Conferenza, i temi cruciali della politica sulle droghe. E promuoveranno, da qui alla Conferenza, una serie di incontri in diverse citta' italiane.


ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →