Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Ministro Turco: no a proibizionismo, entro estate test per autisti. Ancora polemiche su tutto

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"Qualcuno come Sergio Chiamparino dimentica che abbiamo in vigore norme severissime quanto inefficaci. E le soglie sono un'assurdita'". Lo dichiara in un'intervista a 'La Stampa' il ministro della Salute, Livia Turco, che aggiunge "non ha senso fissare le quantita' per legge o per atto amministrativo". Sulla tragedia del pullman di bambini, continua, "Non c'entrano nulla i quantitativi ammessi, piuttosto la tragedia di Vercelli dimostra che la linea repressiva non funziona".
Nell'esprimere solidarieta' alle famiglie delle giovani vittime, la Turco prosegue, "Non sta certamente a me esprimere condanne o anticipare sentenze su eventuali responsabilita' dell'accaduto. Pero' una cosa e' evidente. Malgrado la Fini-Giovanardi sanzioni pesantemente il consumo di cannabis, l'autista ha fatto cio' che ha fatto". Il dramma di Vercelli, sottolinea, "entra nella sfera della responsabilita' della persona. Sulla strada l'uso di droga puo' essere mortale come lo e', e ce lo confermano tutte le statistiche, l'abuso di alcol".
Sul da farsi, il ministro della Salute risponde in un'intervista a 'La Repubblica', "Per quanto riguarda il tragico incidente posso assicurare che entro l'estate ci saranno test obbligatori per i lavoratori la cui occupazione comporta la sicurezza di altri". Su questi esami, aggiunge, "Erano gia' previsti da anni ma il passato governo non aveva trovato l'accordo con le regioni". Sul kit antidroga che si vuole sperimentare a Milano, conclude, "Non mi pare sciocca come idea, anzi ammetto che mi intriga. So che e' una cosa rischiosa, potrebbe mettere in crisi il rapporto con un figlio, i ragazzi potrebbero rifiutarsi, ma credo sarebbe un test di verita' nella relazione tra genitori e ragazzi".

"L'uso di droga non e' un fatto personale e il fatto di Vercelli e' li' a dimostrarlo. La tragedia dimostra che il problema cannabis non era stato sottovalutato dal governo precedente, ma e' sottovalutato da questo governo". Lo ha dichiarato in un'intervista a 'Il Giornale' il sindaco di Milano Letizia Moratti che domani partecipera' alla conferenza dei sindaci che aderiscono all'organizzazione delle citta' europee contro la droga.
"E' ora di mettere la parola fine a tutte le distinzioni tra le cosiddette droghe leggere e le cosiddette droghe pesanti - ha affermato la Moratti - tutte le droghe sono nocive, indicono passivita' e assuefazione". "Oggi il legame tra cannabis e psicosi e' chiaro e dimostrato scientificamente, come dice 'The Lancet' una delle piu' autorevoli riviste mediche. Le droghe sono un attentato alla salute mentale. E, soprattutto - ha concluso - fanno tutte male".
"Chiedero' di mantenere la legge Fini-Giovanardi che non e' repressiva o punitiva - ha concluso la Moratti - ma distingue tra reati amministrativi, come il consumo o lo spaccio, che e' punito con sanzioni penali. Cosi' si crea un linea di demarcazione ben precisa".

Rocco Berardo, vice segretario dell'Associazione Coscioni definisce 'pretestuose e becere' le polemiche sulla proibizione della cannabis dopo l'incidente del bus nel vercellese, 'non ultima quella del Sindaco Letizia Moratti'.
'Se esistesse un nesso logico tra uno spinello fumato il giorno prima e il ribaltamento del bus il giorno dopo ci dovremmo domandare perche' 4 milioni di incidenti non avvengano 'ogni giorno dopo' - ironizza Berardo - sono infatti, secondo stime governative, quasi quattro milioni le persone che in Italia fanno uso di cannabis'.
'E allora che nesso di causa effetto c'e' tra i due fatti? Per oggi uno solo: la condanna senza appello di quattro milioni di persone' sottolinea Berardo, che conclude: 'Anche se non si riesce ad usare un metodo scientifico, che va usato per elaborare tesi minimamente accettabili su questo, almeno si usi il buon senso'.

'Stupefacente e' insistere sul raddoppio delle soglie consentite, quando si e' appena consumata l'ennesima tragedia a causa di una canna assassina'. Lo dichiara in una nota il capogruppo dell' Udc alla Camera, Luca Volonte'.
'Il ministro della Salute - sottolinea Volonte' - perde l'ennesima occasione per rivedere la sua proposta tanto scellerata quanto ostinata di aumentare i quantitativi ammessi'.
'Non e' tollerabile - spiega - manifestare da una parte una solidarieta' di sola facciata alle famiglie dei bimbi vittime dell'incidente o chiedere di non strumentalizzare e, dall'altra, insistere con un provvedimento che punta ad aumentare le dosi e cosi' i pericoli di nuove tragedie come quella di Vercelli'.
'Forse - aggiunge - Turco e Ferrero hanno raggiunto il Nirvana: non si sono accorti che sono morti due bambini? Facciamo subito un decreto che obblighi lavoratori, fornitori di servizi pubblici e cariche elettive a test antidroga'.

'Lo Stato deve prevenire e recuperare i tossicodipendenti soltanto affermando il principio che non esiste il diritto di assumere sostanze stupefacenti e che chi ne fa uso deve essere sanzionato. Su questo terreno la sinistra e' irresponsabile'. Lo afferma Gianfranco Fini, presidente di An, a Gela (Cl) per partecipare ad una manifestazione per la chiusura elettorale delle elezioni del 13 e 14 maggio.
Fini, in merito alle quantita' di stupefacenti consentite dalla legge da detenere per uso personale, precisa che 'e' indispensabile per colpire lo spaccio, perche' il consumo personale e' una sanzione amministrativa, lo spaccio deve continuare a essere una sanzione penale'.
Autista Vercelli. Viale: "persiste strumentalizzazione ipocrita. Nessuna dimostrazione dell'influenza della cannabis sull'incidente"
Silvio Viale, medico, segretario dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta e membro del Comitato Nazionale di Radicai Italiani, ha rilasciato la seguente dichiarazione sugli sviluppi della vicenda, denunciando il persistere di una strumentalizzazione ipocrita.

Dichiarazione di Silvio Viale:

"Constato che prosegue una campagna ipocrita e strumentale sulla vicenda dell'autista dell'incidente di Vercelli, che sarebbe risultato positivo ad un test qualitativo, non quantitativo, sui metaboliti della cannabis. Alcuni giornali si spingono ad affermare che ciò dimostrerebbe l'assunzione di cannabis nel pomeriggio, poco prima di iniziare il viaggio di ritorno, mentre altri riferiscono che lo stesso autista, risultato negativo ad altre sostanze, avrebbe ammesso il consumo di cannabis la sera prima. In relatà, come tutti dovrebbero sapere, il test sarebbe positivo anche se l'assunzione fosse avvenuta alcuni giorni prima e la positività ai metaboliti della cannabis non dimostra la presenza di alcun effetto farmacologico al momento dell'incidente.
La polemica sulle proposte di legalizzazione della cannabis è fuori luogo, poiché attualmente è in vigore le legge FINI-GIOVANARDI ed il ritiro della patente, in caso di test positivo alla cannabis, è sempre stato previsto dalle leggi italiane.
Si tratta, peraltro, di una rigidità eccessiva, poiché la positività non implica un comportamento pericoloso. Ogni giorno decine di miglaia di persone, che guidano autoveicoli, risulterebbero positive a sostanze che comportano il ritiro della patente, come le benzodiazepine, il cui metabolismo è lento.
Con queste osservazioni non voglio assolutamente attenuare le responsabilità dell'autista di Vercelli, ma rilevare come i test abbiano mostrato la negatività a sostanze che procurano effetti acuti (alcool, cocaina, eroina, anfetamine, oltre che alle benzodiazepine) rendendo poco probabile una componente farmacologica nella dinamica dell'incidente. Al momento non vi è alcuna dimostrazione che la cannabis abbia influito sull'incidente.
Mi stupisce che nessun giornalista abbia ritenuto di dovere ascoltare gli esperti dell'osservatorio di Pavia, centro di riferimento, ma si siano limitati ad esperti pregiudizialmente proibizionisti. Nell'interesse della salute di tutti mi auguro che cessi questa campagna ipocrita, strumentale e controproducente sulla cannabis."

Le droghe leggere sono l'anticamera' delle droghe pesanti. A ribadirlo e' Luciano Bresciani, assessore alla Sanita' della Regione Lombardia, che oggi, a margine dell'inaugurazione di due nuovi appartamenti domotici all'Unita' spinale dell'ospedale Niguarda di Milano, ha lanciato un appello: 'La droga leggera non puo' essere il 'buco nella siepe' per la droga pesante. Bisogna fare una legge in questo senso, con norme precise e incontrovertibili'.
Anche Bresciani, come altri esponenti politici lombardi, esprime il suo pieno appoggio al sindaco di Milano, Letizia Moratti, che ieri ha annunciato 'tolleranza zero' contro le tossicodipendenze: 'Concordo pienamente con lei - ha spiegato - perche' penso al fallimento dell'esperienza dell'Olanda, dove avevano distribuito le droghe leggere anche nei bar, come se fossero pacchetti di sigarette'.
In quegli stessi locali, ha detto Bresciani, 'spesso venivano date anche le sostanze piu' pesanti sottobanco. E la droga leggera diventava un passaggio, un lasciapassare per un mondo ancora piu' pericoloso. Una via che indirettamente offriva appoggio anche agli interessi economici dei criminali che stanno dietro ai traffici di droga', ha concluso l'assessore lombardo.

'Il ministro Turco ha superato ogni record o di malafede o di disinformazione, riempiendo i giornali di interviste piene di falsita' sulla legge attualmente in vigore sulle tossicodipendenze. Qualcuno della maggioranza fermi questa crociata ideologica, spieghi al ministro che la sanzione penale e' soltanto per gli spacciatori mentre per il semplice consumatore (vedi l'autista del pullman di Vercelli prima dell'incidente) sono previste soltanto sanzioni amministrative, come il ritiro della patente, che lei e il ministro Ferrero vogliono abrogare liberalizzando l'uso della cannabis'. Lo dice l'esponente dell'Udc, Carlo Giovanardi.
'Confermiamo ancora una volta, con infinita pazienza, la nostra disponibilita' a monitorare senza pregiudizi l'applicazione delle norme in vigore, ma respingiamo con sdegno questa campagna di bugie indegna -avverte- di chi ricopre cosi' alti incarichi istituzionali'.

Ancora prese di posizione sulla controversa proposta dell'assessore alla Salute del Comune di Milano, Carla De Albertis, che propone di mettere a disposizione delle famiglie dei kit per la rilevazione del consumo di stupefacenti da parte dei figli. Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori, si e' detto favorevole alla proposta dell'assessore. 'Un piano d'informazione capillare sugli effetti deleteri della droga a qualsiasi livello e la possibilita' di verificare eventuali dubbi costituiscono, - secondo Marziale - un'opportunita' per ricostruire un corretto esercizio della patria potesta' genitoriale, fatto anche di indagine sulle ombre che madri e padri intravedono nella vita dei propri figli'.
Per Marziale dunque 'il piano formulato dall'assessore De Albertis e' un progetto serio, che rifugge da slogan ad effetto guardando essenzialmente al problema reale'.

Tra le strategie per combattere l'uso della droga fra i giovani si infiamma la polemica creata dalla proposta dell'assessore alla salute del comune di Milano di distribuire un kit alle famiglie per testare il consumo di droga dei giovani milanesi. Per Rifondazione il consigliere regionale Luciano Muhlbauer propone 'tolleranza zero nei confronti della demagozia della Moratti' mentre il capo gruppo dello Sdi al consiglio comunale, Roberto Caputo, si dice 'costretto a chiarire le idee al sindaco Moratti'.
'Tutti i dati disponibili indicano nella sempre piu' ampia diffusione della cocaina - afferma l'esponente di Prc - e nel costante aumento del consumo di alcolici tra i ragazzi sotto i 16 anni le nuove e preoccupanti tendenze. Ma tutto questo sembra non interessare minimamente il sindaco e i suoi assessori, visto che le uniche proposte consistono nell'abolizione delle macchinette scambia-siringhe'. 'A noi pare - conclude - che da parte del centrosinistra, locale e nazionale, ci vorrebbe un po' piu' di tolleranza zero nei confronti della demagogia del centrodestra meneghino'.
Per Caputo, secondo il quale 'il sindaco non ha la minima idea di quali siano i veri problemi della citta'', la Moratti 'potrebbe cominciare con il distribuire kit anti-cocaina ai consiglieri comunali, invece di quelli anti-spinello ai genitori degli adolescenti'. 'Bisogna - conclude - che chi ha a cuore Milano si renda disponibile a dar vita a una nuova opposizione.
Serve una nuova sinistra'.

'Raddoppiare la quantita' di droga e' un fatto gravissimo e questa e' una conseguenza. C'e' un lassismo su molte cose che noi stiamo cercando di ostacolare con tutte le nostre forze in Parlamento': lo ha detto il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, commentando il tragico incidente di Vercelli, dove al conducente dell'autobus con i bambini in gita scolastica sarebbero state trovate tracce di cannabis nel sangue.
'Questo governo di sinistra, condizionato dall'estrema sinistra ha fatto una legge che ha raddoppiato l'uso della droga, un fatto grave - ha concluso Cesa -. Giovanardi e' un po' il portabandiera di questa nostra iniziativa, ma noi tutti continueremo a fare la battaglia'.

Un kit da fornire alle famiglie per capire se i figli si drogano oppure no. Lo propone a Bologna Alleanza nazionale, sull'esempio di Milano. "Non vogliamo il controllo delle famiglie, ma il controllo nelle famiglie", spiega il consigliere comunale finiano Galeazzo Bignami.
Ma la giunta Cofferati dice no. "Il Comune di Bologna- ha spiegato oggi in Consiglio l'assessore alla Sanita' Giuseppe Paruolo- non intende avviare la sperimentazione del kit come a Milano".

E' 'molto bizzarra', secondo il direttore dell'Istituto Mario Negri di Milano, Silvio Garattini, la proposta dell'assessore milanese alla Salute, Carla De Albertis, di distribuire gratuitamente alle famiglie che lo richiedono un kit per verificare se i giovani si drogano.
'Non e' - ha detto Garattini a margine del forum internazionale di Milano su Economia e societa' aperta - che dobbiamo ora ridurre i genitori a fare i poliziotti nei confronti dei figli. Il problema e' che gli stessi soldi li dovremmo spendere per convincere i genitori a parlare di piu' con i figli: se i figli si drogano, i genitori che hanno un minimo di attenzione non hanno bisogno di un kit per saperlo'.
Il direttore del Mario Negri, per sottolineare quanto sia diffuso l'uso di cocaina, ha ricordato la ricerca del suo istituto fatta attraverso esami nella fognatura milanese, secondo cui a Milano vengono utilizzate ogni giorno circa 20 dosi di cocaina per mille abitanti.
'Queste dosi - ha detto Garattini - aumentano di circa il 50% durante il week end. Sono dati - ha aggiunto il farmacologo - tratti dalle fognature milanesi che abbiamo esteso anche ad altre citta', non solo italiane, perche' questa ricerca ha suscitato grande interesse in tutto il mondo'.
'A me pare - ha continuato Garattini - che tutti inventino ricette miracolose quando invece formule magiche non esistono. Ci vuole un grande sforzo per cambiare la situazione'.
Secondo Garattini 'noi abbiamo per molti anni, in un certo senso, stimolato l'impiego della droga. Di tutte le droghe: parlo del tabacco, dell'alcool, cocaina, spinello... Abbiamo pensato che la droga fosse qualcosa di accessorio. La societa' ha ritenuto che lo stress, le condizioni di vita richiedessero una sorta di doping di natura chimica'.
Secondo il direttore del Mario Negri questa mentalita' deve cambiare: 'Dobbiamo fare in modo - ha detto - che la societa' consideri riprovevole l'impiego di queste sostanze'. E ha approvato l'atteggiamento del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, secondo cui e' necessario fare in modo che ci siano anche forme di punizione. 'Per carita' - ha spiegato Garattini - non parlo del carcere, ma ci sono punizioni amministrative'.
'Anche i piu' liberali di questo mondo - osserva Garattini - non avrebbero piacere di sapere che il proprio chirurgo, il proprio medico, prima di fare un intervento o una visita prendano un po' di cocaina; o che il pilota dell'aereo su cui viaggiamo per tenersi su prenda l'anfetamina. Non possiamo dire, quindi - ha continuato - che la droga riguardi soltanto le persone che la prendono. Non e' vero: la droga e' un problema sociale'.
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