Italia. Perduca (Lia): Europa indifferente alla proposta boliviana sulla coltivazione della coca
"Se dovesse essere vero quanto pubblicato dal 'Chicago Tribune' qualche tempo fa, e cioe' che a seguito di un incontro tra i ministri degli esteri di Bolivia e Venezuela tenutosi a Caracas all'inizio di febbraio, il Presidente Chavez avrebbe annunciato l'intenzione di sostenere l'industrializzazione della produzione della foglia di coca in Bolivia, si registrerebbe l'ennesimo esempio di inanita' politica dei paesi europei di fronte alle richieste di assistenza e apertura di decine di paesi in via di sviluppo, un atteggiamento che contribuisce ad accrescere la visibilita' e l'affidabilita' del ruolo di attori globali per paesi come il Venezuela, la Cina e la Russia". Lo afferma Marco Perduca, segretario della Lega Internazionale Antiproibizionista."Alla Commissione Droghe dell'Onu conclusasi la settimana scorsa -riferisce Perduca- la delegazione boliviana ha confermato l'annuncio del Presidente Morales di voler estendere la produzione legale di coca in Bolivia a 50.000 acri entro il 201, contro gli attuali 20.000, senza incontrare il minimo interesse fattivo da parte delle diplomazie europee. Sono anni che tanto a Bruxelles quanto alle Nazioni unite di Vienna la LIA e il Partito Radicale Transnazionale, oltre a denunciare i disastri del proibizionismo, chiedono un cambiamento di rotta relativamente al cosiddetto sviluppo alternativo volto alla cancellazione della coca per cocaina, proponendo progetti di sviluppo maggiormente sostenibili legati tanto alle tradizioni, anche religiose, delle decine di popoli indigeni quanto alle recenti innovazioni riguardanti i derivati dalla foglia di coca da cui si puo' produrre sapone, integratori alimentari, farina, pasta dentifricia, infusi nonche' medicine".
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