Italia. Radicali: bene passaggio sanita' penitenziaria a Ssn
E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 30 maggio scorso il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 aprile 2008 su 'Modalita' e criteri per il trasferimento al Servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanita' penitenziaria.'.'Il decreto - dichiarano oggi Rita Bernardini (segretaria Radicali Italiani, deputata del PD) e Giulio Manfredi (giunta di segreteria Radicali Italiani) - fornisce finalmente le gambe per camminare all'importante principio fissato nel decreto legislativo 22 giugno 1999, n. 230 sul riordino della medicina penitenziaria, il quale sancisce che non esistono piu' cittadini di serie A e cittadini di serie B (quelli reclusi), ma per tutti, nessuno escluso, il diritto alla salute (art. 32 Costituzione) deve essere garantito dal Servizio sanitario nazionale.
Purtroppo, come accade per molte altre leggi dello Stato, il principio e' rimasto tale, sulla carta, per dieci anni; sola l'ultima Legge Finanziaria ha disposto le procedure contabili per attribuire le risorse necessarie alle aziende sanitarie locali. Il governo Prodi, in zona Cesarini, ha emanato il decreto ad hoc, che entrera' in vigore quindici giorni dopo la sua pubblicazione in Gazzetta, cioe' il 14 giugno 2008.
E' auspicabile che non si ripeta quanto successe dieci anni fa: il D.Lgs. 230/99, approvato dal governo D'Alema, fu poi sostanzialmente boicottato dal governo Berlusconi. Ora, pero', il decreto Prodi fissa in maniera dettagliata i compiti di tutti e di ciascuno, Stato, Regioni, aziende sanitarie, amministrazione penitenziaria.
I radicali opereranno per la sua attuazione, essendo consapevoli che dietro gli articoli di legge, dietro gli stanziamenti di bilancio, ci sono persone concrete, in carne ed ossa, che devono essere tutelate nei loro diritti fondamentali, nell'interessa dell'intero pianeta carcere e di tutta la collettivita''.
Preoccupazione era invece stata espressa dalla socialista Maria Grazia Caligaris (che con i Radicali ha militato fino a qualche mese fa nella Rosa nel Pugno), secondo cui i detenuti tossicodipendenti potrebbero avere maggiori difficolta' ad essere curati.
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