Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Radicali Italiani a Turco e Ferrero: attivarsi subito per distribuzione controllata eroina

Notizia ·
Pubblichiamo la lettera inviata da Radicali Italiani al ministro della Salute Livia Turco e al ministro della Solidarieta' sociale Paolo Ferrero.

Roma, 30 gennaio 2008 Mentre scriviamo questa lettera, è appena iniziata la crisi di governo, i cui esiti sono, almeno a noi, imprevedibili. Riteniamo, però, che finchè i ministri del governo Prodi rimarranno in carica, sia necessario ed urgente interloquire con loro per cercare di ottenere piccoli passi in avanti sulle questioni sul tappeto. Una di queste concerne la cura dei cittadini tossicodipendenti, anche se il termine più adatto, non spregiativo, sarebbe quello di "cittadini farmacodipendenti", dipendenti da quel farmaco che fu chiamato "eroina", oltre cent'anni fa, dalla ditta produttrice, la Bayer, perché era ritenuto il migliore fra tutti i farmaci; un esempio illuminante di come la percezione delle cose muta con l'andare del tempo!

Della cura dei cittadini farmacodipendenti parla la mozione particolare approvata dal Congresso di Radicali Italiani di Padova, che trovate allegata (Allegato 1). Ma della cura dei cittadini farmacodipendenti ha parlato e, soprattutto, scritto il Ministro della Salute nella sua lettera del 12 novembre 2007 al sindaco di Torino, Sergio Chiamparino. In tale missiva il ministro esprime, innanzitutto, un parere sfavorevole all'istituzione delle cosiddette "narcosale". Qui non vogliamo trattare tale questione; ci permettiamo di richiamare semplicemente alla vostra attenzione quanto esposto in modo esauriente dai promotori della petizione per una narcosala a Torino nelle due lettere indirizzate al Ministro della Salute e al Ministro della Solidarietà Sociale (Allegati 2 e 3) e rimaste, a quanto ci risulta, ancora senza risposta.

Ci interessa, invece, sottolineare il seguente passaggio della lettera citata del Ministro della Salute: "Ritengo senz'altro più utile, sotto il profilo sanitario, una sperimentazione - certo più ardua e complessa ma anche ben più significativa - che affidi a personale sanitario specializzato il compito di consegnare in modo controllato l'eroina e poi assistere e monitorare nel tempo il tossicodipendente. L'impatto di questa soluzione sulla normativa vigente, peraltro, è assai più pesante, a cominciare dalla individuazione delle modalità con cui la struttura sanitaria viene a disporre della sostanza stupefacente. Ma credo che l'importanza della posta in gioco giustifichi un forte impegno da parte delle istituzioni. Per procedere concretamente sul terreno della fattibilità, si potrebbe istituire un gruppo di lavoro misto fra i tecnici del Ministero e quelli del Comune di Torino e della Regione, che, anche con il sostegno tecnico dell'Istituto Superiore di Sanità, possa, dopo aver approfondito le esperienze straniere, individuare le linee essenziali di una possibile proposta di disciplina della sperimentazione, da sottoporre al legislatore. Se sei d'accordo con quanto ti ho ora prospettato, ti prego di farmi conoscere i nominativi degli esperti che potranno partecipare ai lavori ministeriali, per consentirne l'avvio immediato".

Non ci risulta che il sindaco Chiamparino abbia indicato al Ministro della Salute i nominativi degli esperti in materia. Ci risulta, invece, che il Consiglio Comunale di Torino, nella seduta del 14 gennaio scorso, abbia approvato una mozione (Allegato 4), con la quale si "impegna il Sindaco e la Giunta a sollecitare: il Ministero della Salute a dare seguito all'impegno assunto con lettera del 12 novembre 2007, costituendo il gruppo di lavoro nella medesima richiamato, e coordinando tale gruppo con il Ministero della Solidarietà Sociale (anche) al fine: a) di compiere una approfondita valutazione dei risultati che sono stati ottenuti dalle differenti sperimentazioni condotte in altri paesi in materia di prevenzione e contrasto della tossicodipendenza e di "riduzione del danno"; b) di definire le modifiche legislative necessarie per avviare una sperimentazione sulla somministrazione controllata di eroina in ambito sanitario analoga a quella avvenuta in altri paesi .".

Dal combinato disposto dei vari documenti da noi citati e allegati si evince un comune convergere sulla volontà di lavorare per l'incardinamento della sperimentazione di programmi di somministrazione di eroina medica a cittadini farmacodipendenti. Si tratta ora, semplicemente, di passare dalle parole ai fatti.

Pertanto, vi chiediamo di attivarvi subito per costituire il gruppo di lavoro auspicato sia dal Ministro della Salute sia dal Consiglio Comunale di Torino; come sempre, mettiamo a disposizione del lavoro comune le idee e l'esperienza accumulata dai militanti radicali antiproibizionisti in decenni di puntuale lotta politica.

Rimanendo in attesa di un Vostro cortese cenno di riscontro, inviamo distinti saluti.

Rita Bernardini (Segretaria di Radicali Italiani)
Lucio Bertè (Comitato Nazionale di Radicali Italiani)
Giulio Manfredi (Giunta di Segreteria Radicali Italiani)
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