Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Rapporto Dap sulle carceri

Notizia ·
Stipati in 13, a Secondigliano o all'Ucciardone, in una cella che potrebbe ospitare solo quattro persone; oppure illuminati dal neon anche di giorno perche' alcune celle, come quelle del carcere di Savona, non hanno le finestre. Storie "ordinarie" nelle 205 carceri italiane dove, al 31 luglio scorso, secondo quanto fa sapere il Dap (Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria), risultavano detenute 56.002 persone contro una capienza regolamentare di 41.730.
Storie che in estate sfociano in tragedia, quando il numero dei suicidi raggiunge l'apice: dall'inizio dell'anno ad oggi si sono tolti la vita circa 40 detenuti, essenzialmente arrivati in carcere per la prima volta con l'accusa di furto o di spaccio di stupefacenti. E il periodo delle vacanze e' quello piu' critico, quando la solitudine sfocia in depressione o in gesti estremi.

QUATTRO REGIONI ALDILA' DEL TOLLERABILE
Se i 56mila detenuti vengono ospitati in istituti dove in via regolamentare dovrebbero esserci 15mila persone in meno, vi e' comunque un limite "tollerabile" superiore, fissato dal Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria (Dap) in 59.438 posti. Ebbene, i dati ufficiali mostrano che tutte le regioni hanno superato la capienza regolamentare, ma che in quattro regioni si e' andati addirittura oltre il tollerabile: in Campania, in 16 istituti ci sono 6.959 detenuti contro i 4.920 che potrebbero essere ospitati in via regolamentare e i 6.530 tollerabili; in Toscana 19 carceri ospitano 4.190 persone contro 2.905 posti regolamentari e 3.880 tollerabili; altrettanto avviene nei 10 istituti di pena del Veneto (2.424 detenuti, contro i 1.438 di capienza regolamentare e i 2.187 di capienza tollerabile), e nelle tre carceri del Molise (361 detenuti contro una capienza tollerabile di 315 posti). Anche se non hanno superato il tollerabile, risultano sovraffollate anche le carceri del Lazio (5.408 detenuti in 14 istituti mentre la capienza prevista e' di 4.771), della Lombardia (7.971 in 18 istituti con 6.050 posti) e del Piemonte (4.615 in 14 istituti con 3.500 posti).

DETENUTO IN ATTESA DI GIUDIZIO
Su 56mila detenuti, esattamente la meta' (33.174) sconta pene per cui e' stata gia' condannata. Il resto sono per la maggior parte (21.705) imputati, quindi in attesa di giudizio. A questi vanno ad aggiungersi i 1.123 internati (in istituti psichiatrici o per effetto di una misura di sicurezza).

GLI EXTRACOMUNITARI
I detenuti stranieri sono 16.901, di cui 15.895 uomini e 1.006 donne. Il Governo italiano lo scorso aprile ha sottoscritto un accordo con quello albanese che prevede il rimpatrio dei condannati in via definitiva in Italia affinche' scontino le pene nel loro Paese di origine. Una simile accordo e' allo studio anche con il Marocco. Su 16mila detenuti stranieri -e' stato infatti sottolineato- quelli albanesi e marocchini sono in maggior numero (rispettivamente 2.802 e 3.765).

I SUICIDI
Nel 2001 si sono tolte la vita in carcere 69 persone (dati Dap), di cui 55 italiani e 14 stranieri. Dall'inizio dell'anno ad oggi -secondo invece i sindacati di polizia penitenziaria- i suicidi sarebbero gia' 40. Un dato che lascia aperta la strada al timore che il 2002 si concluda con un bilancio assolutamente negativo. Ma i sindacati non mancano di far notare che un fatto e' gia' acclarato: in carcere ci si uccide 19 volte di piu'. Ed infatti, facendo due calcoli, nel 2001 si sono verificati 12,7 suicidi ogni 10mila detenuti, contro lo 0,67 suicidi ogni 10mila abitanti.

LE MISURE DEL GOVERNO
Oltre agli accordi bilaterali con l'Albania e con il Marocco per il rimpatrio dei detenuti stranieri, il ministro della Giustizia Roberto Castelli ha dato il via a un piano straordinario per l'edilizia penitenziaria per una spesa complessiva di mille miliardi di vecchie lire in tre anni. Il piano prevede, tra l'altro, la costruzione di nuove carceri (sono in via di ultimazione a Reggio Calabria, Sant'Angelo dei Lombardi e Ancona), e la ristrutturazione e l'ampliamento di 90 istituti gia' esistenti. Il direttore del Dap, Giovanni Tinebra, nel corso di una sua audizione in Commissione Giustizia lo scorso giugno non aveva mancato di far notare che 21 carceri dovrebbero essere chiuse perche' obsolete, ma che resteranno in funzione finche' non saranno costruite nuove strutture.
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