Italia. Torino. Presentata in Comune la petizione popolare
Riceviamo e pubblichiamoSi è svolta questa mattina presso il Municipio di Torino la conferenza stampa (diritto di tribuna) dei promotori della petizione al Consiglio Comunale per l'istituzione di almeno una narcosala a Torino.
La conferenza stampa è stata introdotta da Beppe Castronovo (presidente Consiglio Comunale), che ha ringraziato i promotori della petizione per aver voluto e saputo utilizzare gli strumenti di democrazia diretta previsti dallo statuto comunale. L'istituzione comunale ha provveduto a convocare i giornalisti per consentire ai promotori di esporre le loro ragioni. Castronovo ha concluso annunciando che la petizione sarà discussa nella commissione consiliare competente (Sanità) il prossimo 10 gennaio.
Sono poi intervenuti i tre promotori della petizione: Franco Cantù (Forum Droghe), Alessandro Orsi (Malega 9) e Domenico Massano (Associazione Radicale Adelaide Aglietta).
Cantù (operatore servizi a bassa soglia per la riduzione del danno) ha tracciato il quadro teorico e pratico della riduzione del danno, in cui deve essere inserita la narcosala, volta al contatto dei tossicodipendenti sommersi. Cantù ha precisato che, a differenza di quanto è passato sui media, l'uso di sostanze per via iniettiva si è mantenuto costante nel tempo.
Orsi ha illustrato i vantaggi della narcosala utilizzando uno spezzone del documentario "La stanza dei figli", prodotto da Malega 9. Grazie a un'animazione è stato possibile comparare l'esperienza di un cittadino tossicodipendente che assume sostanze in strada rispetto all'assunzione di sostanze in una narcosala: solo nella sala del consumo, in caso di overdose, vi è pronta e immediata assistenza medica; solo nella sala del consumo l'utilizzo di materiale sterile evita infezioni e piaghe cutanee; solo nella sala del consumo, le siringhe usate sono immediatamente distrutte e non sono abbandonate per strada; infine, solo se "agganciato" grazie alla narcosala il cittadino tossicodipendente riacquista autostima e fiducia nelle proprie capacità e non viene abbandonato al suo destino, pronto a essere trasformato da "persona che ha problemi" in "persona che è un problema".
Orsi ha precisato che la narcosala non si pone in contrapposizione con i Sert e con le comunità terapeutiche ma rappresenta una risorsa in più; la somministrazione controllata di eroina è un'altra cosa che non può sostituire la narcosala, anche perché si rivolge a un ristretto numero di consumatori.
Orsi ha concluso dichiarandosi sconcertato di fronte ad autorevoli prese di posizione che affermano tout court: "Le narcosale non servono a niente". Basterebbe un'occhiata alla bibliografia esistente in materia per capire che non è così.
Massano ha ricordato che il 29 ottobre scorso sono state consegnate in Comune le firme di un migliaio di cittadini torinesi a sostegno della petizione, frutto della collaborazione di tre associazioni molto diverse fra loro ma unite nella volontà di dare voce e visibilità ai cittadini tossicodipendenti più emarginati. Massano ha poi ringraziato il presidente Castronovo per la possibilità che è stata data ai promotori di portare in Consiglio Comunale una fondamentale istanza: quella di dare forza e significato alle politiche di riduzione del danno, che in tutta Europa tranne in Italia sono parte integrante della cosiddetta "politica dei quattro pilastri": prevenzione, cura, lotta al narcotraffico, riduzione del danno.
La narcosala è possibile oggi, con la legge vigente; l'art. 79 del DPR 309/90 persegue l'utilizzo di locali a fini di spaccio e non può essere applicato a uno strumento socio-sanitario, la sala del consumo. Le convenzioni internazionali proibizioniste esistenti non hanno impedito la creazione e il funzionamento di ben 72 narcosale in tutto il mondo. Contrapporre la somministrazione controllata di eroina alla narcosala significa semplicemente rimandare tutto a un futuro imprecisato e indefinito.
Massano ha concluso il suo intervento ribadendo le richieste dei promotori della petizione:
"Chiediamo che Torino si attivi, entro sei mesi dalla discussione in commissione consiliare della nostra petizione, per la sperimentazione di almeno una sala del consumo. In questa prospettiva proponiamo di:
1) istituire una commissione tecnica per la stesura del protocollo di sperimentazione, sotto l'egida dell'Assessorato regionale alla sanità, in collaborazione con il Comune;
2) attivare contestualmente una commissione di informazione e comunicazione con la cittadinanza, sotto l'egida del sindaco di Torino;
3) organizzare per i Consiglieri, gli Assessori ed il Sindaco un viaggio di studio presso la narcosala di Ginevra e visite presso i servizi di riduzione del danno attivi a Torino, per conoscere e valutare in prima persona sia una sala del consumo sia la situazione reale con cui consumatori ed operatori si confrontano quotidianamente a Torino.".
Rispondendo ad una domanda dei giornalisti presenti, i promotori hanno annunciato che invieranno nei prossimi giorni una lettera aperta anche al ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero (dopo quella inviata al ministro Livia Turco e al sindaco di Torino).
Erano presenti alla conferenza stampa tre consiglieri comunali: Vincenzo Cugusi e Francesco Salinas (Sinistra Democratica); Roberto Ravello (Alleanza Nazionale).
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