Italia. Torino: si uccide per la vergogna dopo una condanna per alcuni grammi di marijuana
Marco, 26 anni, responsabile della Pro Loco di Isolabella, a pochi chilometri da Torino, si è suicidato impiccandosi dopo essere stato condannato a 4 mesi, per la detenzione di due bustine contenenti alcuni grammi di marijuana.
Il consigliere regionale radicale Carmelo Palma e Silvio Viale, presidente dei Radicali torinesi, hanno rilasciato la seguente dichiarazione:
"La macabra contabilità, a cui spesso ci costringe la "rigorosa" legislazione proibizionista, deve essere nuovamente aggiornata. All'impennata dei morti per overdose, che si sono registrati in agosto a Torino grazie agli effetti del mercato libero e criminale delle droghe proibite, va aggiunto il caso di questo ragazzo morto per vergogna e disperazione. Gli uni e gli altri non sono vittime della droga, ma di una legislazione implacabile nel condannare le vittime, e generosa nell'ingrassarne i carnefici. Nei Tribunali del nostro paese, si contano a migliaia i casi di tanti Marco, che, a seconda delle circostanze, della fortuna, dell'intelligenza o dell'ottusità dei loro giudici e difensori, possono essere "eletti" pubblicamente criminali per il solo fatto di farsi le canne, o possono scampare più o meno casualmente alla condanna, dimostrando di non essere "mercanti di morte" per il solo fatto di acquistare, detenere e consumare da soli o in gruppo la propria "erba". Al di là delle questioni di diritto o di principio, di cui pure bisognerebbe occuparsi e preoccuparsi per impedire che il proibizionismo corrompa e faccia letteralmente marcire dati spiccioli di buon senso e di civiltà giuridica, tutti dovrebbero riflettere sull'insostenibilità di una legislazione che infligge pene enormemente più crudeli e pericolose dei comportamenti che vorrebbe reprimere."
Il consigliere regionale radicale Carmelo Palma e Silvio Viale, presidente dei Radicali torinesi, hanno rilasciato la seguente dichiarazione:
"La macabra contabilità, a cui spesso ci costringe la "rigorosa" legislazione proibizionista, deve essere nuovamente aggiornata. All'impennata dei morti per overdose, che si sono registrati in agosto a Torino grazie agli effetti del mercato libero e criminale delle droghe proibite, va aggiunto il caso di questo ragazzo morto per vergogna e disperazione. Gli uni e gli altri non sono vittime della droga, ma di una legislazione implacabile nel condannare le vittime, e generosa nell'ingrassarne i carnefici. Nei Tribunali del nostro paese, si contano a migliaia i casi di tanti Marco, che, a seconda delle circostanze, della fortuna, dell'intelligenza o dell'ottusità dei loro giudici e difensori, possono essere "eletti" pubblicamente criminali per il solo fatto di farsi le canne, o possono scampare più o meno casualmente alla condanna, dimostrando di non essere "mercanti di morte" per il solo fatto di acquistare, detenere e consumare da soli o in gruppo la propria "erba". Al di là delle questioni di diritto o di principio, di cui pure bisognerebbe occuparsi e preoccuparsi per impedire che il proibizionismo corrompa e faccia letteralmente marcire dati spiccioli di buon senso e di civiltà giuridica, tutti dovrebbero riflettere sull'insostenibilità di una legislazione che infligge pene enormemente più crudeli e pericolose dei comportamenti che vorrebbe reprimere."
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti