Italia. Toscana. Dibattito in Consiglio regionale sulle stanze del buco
Cinque mozioni presentate, dibattito e parole accese, un pezzo di maggioranza che si defila dalle posizioni del resto della coalizione insieme a Rifondazione comunista mentre anche l'opposizione appoggia la posizione della giunta. Questo il risultato di oltre due ore di discussione, in Consiglio regionale, della questione delle cosiddette 'stanze del buco', sulle quali e' stata da tempo presentata una proposta di legge.Da Fabio Roggiolani (Verdi), Luca Ciabatti (Prc) e Filippo Fossati (Ds) sono arrivati i 'distinguo' rispetto al resto del centrosinistra e anche rispetto alla posizione dell'assessore regionale Enrico Rossi. Quest'ultimo ha risposto in aula a una interrogazione di alcuni consiglieri di Forza Italia precisando che 'le 'stanze del buco' al momento, con la legislazione vigente (la legge Fini-Giovanardi), sono illegali in quanto le norme non prevedono un locale pubblico adibito a una riunione di persone che assumano droga'. Per Rossi 'le 'stanze' rappresentano una questione marginale', da non poter comunque essere 'sposata ufficialmente'. 'Bene viaggiare e confrontare le esperienze -ha detto Rossi riferendosi al recente viaggio della commissione consiliare sanita' per visitare le 'stanze del buco' di Barcellona- ma invito il Consiglio a verificare di persona cosa fanno i nostri operatori contro la droga e ricordo che la Regione spende 85 mila euro l'anno per la lotta alle dipendenze, ha 13 mila utenti in carico , 65 comunita' terapeutiche di cui 13 pubbliche e quasi duemila operatori'.
Se il centrodestra, nei vari interventi, ha puntato l'attenzione sulla priorita' da dare alla prevenzione e alla cura, sottolineando che 'la droga non e' un diritto', per Roggiolani, Ciabatti e Fossati la discussione ha assunto toni 'troppo mediatici e ideologizzati'. 'Quelle che chiamate 'stanze del buco' -ha affermato Roggiolani- si chiamano in Catalogna 'Caffe' calor' e sono prima di tutto luoghi dove ottenere un minimo di conforto fisico e anche psicologico, e solo poi luoghi dove iniettarsi la propria dose. Senza dimenticare che la meta' di chi li frequenta ha avviato un programma di recupero'.
Alla fine l'unica mozione approvata e' stata quella, presentata all'ultimo momento, da Maurizio Bianconi (An), la quale approva le dichiarazioni di Rossi anche 'in relazione alle strutture pubbliche per assumere sostanze stupefacenti' e 'impegna la giunta a proseguire nella via intrapresa'. Il si' e' arrivato da tutti i gruppi a eccezione di Verdi e Prc che hanno votato contro mentre il Pdci si e' astenuto (e Fossati non era in aula). Sono state bocciate due mozioni del centrodestra, sostanzialmente contrarie alle 'stanze', e ritirate una mozione di Ds e Margherita e una di Ciabatti-Fossati, che avrebbe avuto l'appoggio anche di Roggiolani. La prima condivideva 'in pieno' le dichiarazioni di Rossi e confermava 'l'approccio della prevenzione e della cura e l'assoluta contrarieta' a sperimentazioni a essa estranee'. L'altra, pur non citando le 'stanze', poneva tra l'altro l'accento sulla 'riduzione del rischio per la salute dei tossicodipendenti'.
Dichiarazione di Antonio Bacchi, membro della Direzione nazionale di Radicali Italiani e della Rosa nel Pugno:
La cronaca dell'odierno dibattito in aula del Consiglio regionale della Toscana, con l'Assessore Enrico Rossi che ribadisce la netta contrarietà alle cosìddette 'stanze del buco', e la spaccatura della maggioranza che arriva addirittura a far passare una mozione contraria dell'opposizione, dovrebbe preoccupare -e non poco- tutti coloro che sono convinti della necessità dell'affermazione di una sinistra liberale e laica nel nostro paese. Il rifiuto ideologico, anche di una parte della sinistra, di un approccio al problema della tossicodipendenza che è già ampiamente sperimentato -e con ottimi risultati- all'estero, dimostra una volta di più quanto sia fondato l'allarme lanciato più volte dalla Rosa nel Pugno rispetto a quelli che potranno essere i contenuti del costituendo Partito Democratico in materia di libertà individuali.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti