Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Umbria. An critica Ddl del Consiglio sulle tossicodipendenze

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'Un disegno di legge irragionevole, evidentemente in contrapposizione con la normativa nazionale, ma ancor piu' irragionevole e' stato che la maggioranza tutta, insieme alle sue componenti cosiddette moderate, lo abbia approvato'. Commenta cosi'il capogruppo regionale di Alleanza nazionale Franco Zaffini il disegno di legge, 'Accesso ai trattamenti terapeutici per i cittadini consumatori di sostanze psicoattive o in stato di dipendenza' sottoposto all'approvazione del Consiglio Regionale dall'assessore Daminao Stufara.
Un disegno di legge che, come ricorda Zaffini 'prevede l'esclusivita' delle strutture pubbliche, i Ser.T, nella certificazione dello stato di dipendenza e del bisogno terapeutico'.
'Lo stato di emergenza che l'Umbria si trova a fronteggiare  a causa della droga non puo' contentarsi di una legge che limita alle sole strutture pubbliche la 'certificazione del bisogno' del tossicodipendente di un trattamento terapeutico'.
'La droga e' una piaga che in Umbria miete piu' vittime che nelle altre regioni italiane. E' un problema che implica un dispiegamento di forze il piu' massiccio possibile: e la Giunta regionale che cosa fa? Mentre da una parte fa finta di voler coinvolgere tutti nell'azione di prevenzione e di informazione capillare, dall'altra costringe i tossicodipendenti, e i loro famigliari, a rivolgersi esclusivamente alle strutture pubbliche, impedendo a quelle private di contribuire a una lotta cosi' difficile pur avendone queste le capacita''.
'Allora dov'e' la collaborazione quando si tratta di affrontare questioni serie?  Dov'e' la partecipazione di tutti nello spirito di quel principio di sussidiarieta' su cui ha appena legiferato la maggioranza umbra? E' evidente che l'esecutivo non sa cosa significhi sussidiarieta' ne come combattere la droga, cosi' tratta il tossico come se fosse un malato incurabile e fa della tossicodipendenza una banale voce di spesa da tenere sotto controllo con strutture che invece andrebbero definitivamente chiuse. E tutto questo senza alcun rispetto della normativa statale, che invece riconosce alle strutture private che lo meritano le stesse competenze di quelle pubbliche'.
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