Sabato 6 giugno 2026
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Il mercato delle scommesse sportive cresce ancora

U.E. - ITALIA
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Il mercato delle scommesse sportive in Italia continua a correre e non sembra conoscere battute d’arresto. Come riporta il Sole 24 Ore, citando il rapporto Eurispes “Come la crescita delle scommesse sportive sta ridefinendo i modelli di business”, nel 2024 l’ammontare complessivo delle giocate ha raggiunto i centocinquantasette miliardi di euro, in crescita del 6,5 per cento rispetto al 2023. Il Gross Gaming Revenue (Ggr) si è attestato a 21,5 miliardi, confermando l’Italia come uno dei leader europei del settore.

A trainare il comparto è soprattutto il digitale. Sempre secondo Eurispes, le scommesse online hanno raccolto novantadue miliardi di euro nel 2024, superando il canale fisico e rappresentando il 58,5 per cento del totale delle giocate. Un primato che ha un volto ben preciso: quello dei giovani. Oltre la metà dei conti attivi appartiene infatti a persone tra i diciotto e i trentaquattro anni, che prediligono piattaforme digitali, scommesse live e app mobili. Non a caso, il calcio resta lo sport dominante con il settantacinque per cento delle puntate, seguito da basket (dieci per cento) e tennis (sette per cento). Accanto ai tradizionali eventi sportivi, cresce anche il fenomeno degli eSports (+40 per cento nel 2024), mentre il “social betting” e le puntate in tempo reale rappresentano già il sessanta per cento del mercato online.

Se i numeri testimoniano un settore vitale e innovativo, le ombre non mancano. L’Italia detiene il primato europeo per raccolta, ma questa leadership porta con sé responsabilità rilevanti sul fronte regolatorio, fiscale e sanitario. L’Eurispes sottolinea che la diffusione del gioco d’azzardo comporta costi sociali crescenti: si stima che 1,5 milioni di italiani abbiano comportamenti problematici legati al gioco, con conseguenze che spaziano dall’indebitamento ai conflitti familiari, fino all’isolamento sociale.

Un altro nodo è la crisi del canale fisico: la rete tradizionale di agenzie e punti vendita, che in passato garantiva presidio della legalità e supporto alle politiche di prevenzione, oggi soffre la concorrenza dell’online. Senza un intervento legislativo, il rischio è un aumento delle dipendenze e un calo delle entrate fiscali, dovuto alle diverse forme di prelievo che penalizzano il comparto fisico.

Le nuove tecnologie giocano un ruolo ambivalente: se da un lato favoriscono l’espansione del mercato con algoritmi predittivi, intelligenza artificiale e big data, dall’altro accrescono il rischio di comportamenti compulsivi e di esposizione dei soggetti fragili a un marketing sempre più aggressivo.
In questo quadro, l’Italia si colloca in una posizione intermedia nel panorama europeo: più aperta dei mercati monopolistici come Francia e Finlandia, ma con regole più restrittive rispetto a Paesi liberalizzati come Regno Unito e Malta. Una strategia che finora ha permesso di coniugare legalità e competitività, ma che oggi richiede un aggiornamento urgente.

L’Eurispes avverte: il settore delle scommesse sportive è una risorsa economica strategica, ma senza un equilibrio tra crescita e tutela della salute pubblica rischia di trasformarsi in una dipendenza sistemica, non solo per i giocatori, ma anche per istituzioni sportive e media.

(Linkiesta del 22/08/2025)

 
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