Venerdì 5 giugno 2026
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Mozzarella tedesca, latte francese e prosciutti danesi: gli inganni scoperti nei tir al Brennero

U.E. - ITALIA
Notizia ·

Mozzarella tedesca già confezionata con l’immagine della caprese, prosciutti freschi dalla Danimarca pronti per essere stagionati, bastoncini di merluzzo dalla Germania in scatole con scritte in italiano, kiwi cileni arrivati dal porto di Rotterdam, pollo congelato dall’Olanda, fusti pieni di miele tedesco. Sono solo alcuni dei prodotti scoperti dai diecimila agricoltori della Coldiretti all’interno dei tir fermati dalle forze dell’ordine al Brennero. Un fiume di prodotto rappresentativo della vera e propria invasione che ogni giorno vede tonnellate e tonnellate di alimenti stranieri varcare i confini per raggiungere industrie e laboratori in tutta Italia per essere lavorati e commercializzati, alimentando inganni che colpiscono agricoltori e cittadini consumatori.

Le carni e i formaggi tra i prodotti più presenti

Le cosce di maiale fresche sono il prodotto più presente nei camion fermati alla frontiera. Prosciutti provenienti da Germania, Olanda, Danimarca e Francia destinati a essere stagionati e rivenduti all’estero o addirittura sulle tavole degli italiani, sfruttando le opacità presenti in alcuni disciplinari. Ma ci sono anche i formaggi, denuncia Coldiretti, a partire dalla mozzarella, come quella tedesca che arriva già pronta per l’immissione al consumo perché all’estero non vale l’obbligo dell’etichettatura d’origine, con tanto di confezione che richiama l’italianità. Da Francia e Germania arrivano cisterne con centinaia di quintali di latte, così come yogurt e altri prodotti caseari. Un vero paradosso se si considera che agli allevatori nazionali viene detto che c’è troppo latte e quindi devono accettare bassi prezzi quando la verità è che si preferisce acquistarlo all’estero.

I prodotti trasformati che diventano italiani

Non mancano bastoncini di pesce tedeschi confezionati con scritte in italiano che finiscono nei piatti dei consumatori, così come peperoni olandesi che possono diventare italiani nella fase di trasformazione, come nelle giardiniere, dove non è ancora previsto l’obbligo dell’origine. Lo stesso vale per i kiwi cileni passati dal porto di Rotterdam. Dalla Germania arrivano fusti con tonnellate di miele che finiscono nei dolci industriali, mentre gli apicoltori italiani devono fare i conti con prezzi bassissimi rispetto al lavoro svolto, oltre agli effetti dei cambiamenti climatici. Senza dimenticare i pallet di confettura di fragole con etichette che non permettono di capire dove siano stati prodotti. Una beffa, denuncia Coldiretti, per tutti i produttori nazionali che si vedono pagare il prodotto pochi centesimi proprio per la pressione degli arrivi dall’estero.

Il ruolo dei controlli al Brennero

La giornata al Brennero è stata resa possibile, ricorda Coldiretti, grazie al supporto determinante della Guardia di Finanza con la collaborazione della polizia e dell’Icqrf, che si confermano come i principali alleati degli agricoltori e dei cittadini consumatori nella tutela della salute e del rispetto delle regole, grazie anche a un sistema di controlli che non ha eguali nel mondo.

La richiesta di maggiore trasparenza

Un sistema al quale va ora aggiunta una svolta decisa sul fronte della trasparenza, conclude Coldiretti, con l’obbligo dell’etichetta d’origine su tutti i prodotti alimentari venduti in Europa e la riforma dell’attuale codice doganale, che consente autentici inganni commerciali grazie alla regola dell’ultima trasformazione sostanziale.

 

(FoodAffairs.it)

 

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