Martedì 18 agosto 2026
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Multa a X. Reazioni e sproloqui

U.E.
Notizia ·
Ci sono voluti due anni di indagine e la multa è molto più bassa di quanto avrebbe potuto imporre la Commissione, ma la decisione di venerdì di sanzionare X ha comunque innescato una reazione senza precedenti da parte degli Stati Uniti contro l’Ue. La Commissione ha inflitto alla piattaforma di Elon Musk una multa da 120 milioni di euro per violazione delle regole del Digital Services Act. La Commissione ha concluso che il sistema della spunta blu inganna gli utenti, perché non c’è una verifica effettiva di chi possiede un account, ma è sufficiente pagare per ottenerla. Inoltre, X non ha un registro della pubblicità trasparente e non dà accesso ai ricercatori ai suoi dati pubblici. La spunta blu – una violazione “particolarmente grave” - vale 45 milioni di multa. Il registro della pubblicità e l’accesso per i ricercatori – due violazioni “gravi” – valgono rispettivamente 35 e 40 milioni. “Adeguarsi alle regole del Dsa costerebbe meno di 120 milioni di euro”, spiega al Foglio un funzionario della Commissione. Tuttavia, Elon Musk non ha voluto dialogare, contrariamente a quanto fatto da TikTok. Venerdì la Commissione ha accettato gli impegni assunti dalla piattaforma cinese per migliorare la trasparenza del suo sistema. Ora X ha 60 giorni per conformarsi al Dsa, altrimenti rischia un’ammenda quotidiana fino al 5 per cento del giro d’affari giornaliero.

Continuano le inchieste contro le violazioni più gravi di X – Le inchieste della Commissione contro la piattaforma di Musk sulle violazioni più gravi del Dsa, quelle che minano i sistemi democratici e il dibattito pubblico, sono sempre in corso. X è sospettata di non fare abbastanza per mitigare i rischi della diffusione di contenuti illeciti e della manipolazione delle informazioni. La Commissione ha anche chiesto informazioni sui sistemi di raccomandazione dell’algoritmo di X, il cuore pulsante della piattaforma, non solo sul piano tecnico, ma anche politico. Alcuni governi dell’Ue hanno aumentato la pressione su Ursula von der Leyen per agire contro X. In una discussione tra i ministri delle telecomunicazioni venerdì, diversi Stati membri hanno espresso la loro irritazione per la mancanza di decisioni e i tempi troppo lunghi. “Sono felice che la Commissione stia prendendo misure serie contro le pratiche intollerabili di alcune piattaforme tech importanti”, ma “dobbiamo averne di più!”, ha detto Caroline Stage, ministro per gli Affari digitali della Danimarca, che ha la presidenza di turno dell’Ue: “Le regole hanno un valore per noi solo se sono applicate attivamente”. “Nei prossimi mesi, ci saranno altre decisioni”, ha assicurato la vicepresidente della Commissione, Henna Virkkunen: “Per la maggior parte delle indagini, abbiamo già pubblicato i risultati preliminari e, successivamente, il passo successivo sarà incoraggiare le piattaforme online a conformarsi alle nostre regole”, ha detto Virkkunen.

Elon Musk, disinformatore in capo che gode di alte protezioni - Informato della multa decisa contro X dalla Commissione, Elon Musk si è immediatamente posto sotto la protezione del suo mentore, JD Vance. Il vicepresidente americano è passato all’offensiva prima ancora che la decisione fosse resa pubblica il 5 dicembre. “Circolano voci secondo cui la Commissione europea infliggerà una multa di diverse centinaia di milioni di dollari per il mancato rispetto della censura. L’UE dovrebbe sostenere la libertà di espressione invece di attaccare le aziende americane per futilità,” ha scritto Vance in un messaggio sulla piattaforma di Musk. “Grazie, molto apprezzato,” ha risposto il miliardario, ripostando il messaggio di Vance. Secondo Grok, la chatbot di intelligenza artificiale sviluppato per il suo social network, Musk è considerato “il principale diffusore di disinformazione su X a causa del suo enorme pubblico (più di 200 milioni di follower) e dei suoi post spesso non verificati su argomenti come elezioni o salute, che raggiungono miliardi di visualizzazioni.”

Il branco Trumpiano scatenato contro l’Ue - Il sostegno di JD Vance a Musk ha scatenato un’ondata di critiche contro l’Ue. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha denunciato la multa da 120 milioni di euro imposta dalla Commissione a X come “un attacco a tutte le piattaforme tecnologiche americane e al popolo americano da parte di governi stranieri. L’era della censura degli americani online è finita.” L’ambasciatore americano presso l’Ue, Andrew Puzder, ha aggiunto il suo avvertimento: “L’amministrazione Trump è stata chiara: ci opponiamo alla censura e contesteremo le regolamentazioni restrittive che prendono di mira le aziende americane all’estero. Ci aspettiamo che l’Ue si impegni in un commercio equo, aperto e reciproco, e niente di meno.” La rete X è diventata la piattaforma di messaggistica della diplomazia americana e la cassa di risonanza di tutti gli avversari dell’Ue, negli Stati Uniti, in Russia e all’interno dell’UE stessa. Il capo della diplomazia francese, Jean-Noël Barrot, ha lanciato un monito schietto: “L’internazionale reazionaria può urlare quanto vuole, ma non ci lasceremo intimidire. Da noi, la trasparenza è richiesta alle grandi piattaforme. La regola è la stessa per tutti. TikTok l’ha accettata, X l’ha rifiutata. La Commissione europea ha agito, e ha fatto bene. E questo è solo l’inizio”.

(Il Mattinale Europeo)

 
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