Norme anti pornografia e contraddizioni dei sondaggi
I sondaggi sono uno strumento prezioso per raccogliere le opinioni, e anche per manipolarle. Due nuovi sondaggi relativi alle misure da adottare contro la pornografia infantile portano a risultati diametralmente opposti, sebbene ambedue mirino alla stessa cosa: che s'intervenga. Il guaio e' che con i temi complessi, spesso e' la domanda a suggerire la risposta, essendo l'unica fonte di cui l'intervistato dispone sull'argomento. Inoltre, si sa che le persone tendono a dire di si' se il quesito e' formulato in forma positiva, a dire di no se lo e' in forma negativa e che, banalmente, di solito la scelta cade sull'ultima opzione ascoltata. Cosi', Deutsche Kinderhilfe (Aiuto tedesco per l'infanzia) puo' a buon diritto sostenere che il 92% dei cittadini e' favorevole alle norme rigide proposte dalla ministra per la Famiglia, e altrettanto credito va dato all'associazione Mogis (Vittime di abusi contro le chiusure in Internet), quando sostiene che il 95% degli intervistati e' contrario.
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