L'offensiva dei governi per la verifica dell'età online
Al Consiglio Telecomunicazioni di venerdì 6 giugno, Cipro, Danimarca, Francia, Grecia, Slovenia e Spagna hanno presentato un "non paper" (un documento informale) per chiedere di rafforzare la protezione dei minori online introducendo il concetto di "maggior età digitale pan-europea".
L'Italia ha annunciato la sua adesione al documento.
"L'Europa si trova ad affrontare una questione di responsabilità intergenerazionale che richiede un'azione collettiva a livello europeo: la protezione dei minori dai danni e dai rischi di Internet", spiega il "non-paper". L'obiettivo non è di "criminalizzare l'uso della tecnologia, né di proporre soluzioni inapplicabili a una sfida in continua evoluzione".
Ma i giovani sono confrontati a "una nuova forma di squilibrio dannoso" dovuta a piattaforme che "con i loro meccanismi algoritmici progettano ambienti che catturano l'attenzione degli utenti e aumentano la loro esposizione a contenuti e contatti che creano dipendenza e spesso dannosi".
L'Ue ha già introdotto diverse regole a tutela dei minori attraverso il Regolamento generale di protezione dei dati e il Digital Services Act.
Ma, secondo questi paesi, non è sufficiente. Il "non-paper" chiede di introdurre una "Digital Majority Age" europea per l'accesso ai social network online. Inoltre vengono chieste "soluzioni di verifica dell'età obbligatorie e integrate e software di controllo parentale per tutti i dispositivi" e nuovi standard minimi di progettazione delle piattaforme adeguate all'età che riducano “al minimo architetture persuasive e che creano dipendenza”.
(Il Mattinale Europeo)
L'Italia ha annunciato la sua adesione al documento.
"L'Europa si trova ad affrontare una questione di responsabilità intergenerazionale che richiede un'azione collettiva a livello europeo: la protezione dei minori dai danni e dai rischi di Internet", spiega il "non-paper". L'obiettivo non è di "criminalizzare l'uso della tecnologia, né di proporre soluzioni inapplicabili a una sfida in continua evoluzione".
Ma i giovani sono confrontati a "una nuova forma di squilibrio dannoso" dovuta a piattaforme che "con i loro meccanismi algoritmici progettano ambienti che catturano l'attenzione degli utenti e aumentano la loro esposizione a contenuti e contatti che creano dipendenza e spesso dannosi".
L'Ue ha già introdotto diverse regole a tutela dei minori attraverso il Regolamento generale di protezione dei dati e il Digital Services Act.
Ma, secondo questi paesi, non è sufficiente. Il "non-paper" chiede di introdurre una "Digital Majority Age" europea per l'accesso ai social network online. Inoltre vengono chieste "soluzioni di verifica dell'età obbligatorie e integrate e software di controllo parentale per tutti i dispositivi" e nuovi standard minimi di progettazione delle piattaforme adeguate all'età che riducano “al minimo architetture persuasive e che creano dipendenza”.
(Il Mattinale Europeo)
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