Venerdì 5 giugno 2026
Menu

Pandoro gate. Assolta Chiara Ferragni

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Chiara Ferragni è stata assolta al termine del processo con rito abbreviato riguardante il Pandoro Gate e delle uova di Pasqua. La decisione è stata presa dal giudice della terza sezione penale di Milano, Ilio Mannucci Pacini, che ha disposto il proscioglimento dell’influencer per estinzione del reato.

Le accuse e i messaggi contestati
Ferragni era accusata di truffa aggravata per presunti messaggi ingannevoli diffusi sui social. Secondo l’impianto accusatorio, la promozione dei prodotti avrebbe indotto i consumatori a credere che una parte del ricavato sarebbe stata destinata a iniziative benefiche, circostanza ritenuta non sufficientemente chiara al momento della vendita.
Il giudice Mannucci Pacini non ha riconosciuto l’aggravante della minorata difesa dei consumatori online, elemento che avrebbe reso il reato procedibile d’ufficio. La riqualificazione in truffa semplice ha avuto un effetto decisivo: in assenza di querela valida, il procedimento non poteva proseguire.

Il ruolo del Codacons e l’accordo risarcitorio
Circa un anno fa, infatti, il Codacons aveva ritirato la querela dopo aver raggiunto un accordo risarcitorio con Chiara Ferragni. Questo passaggio ha portato all’estinzione del reato e al proscioglimento non solo dell’influencer, ma anche dei coimputati: Fabio Damato, all’epoca suo stretto collaboratore, e Francesco Cannillo, presidente di Cerealitalia.

L’intervento del Codacons e il tema della trasparenza
Con l’assoluzione di Chiara Ferragni si chiude una pagina che ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni il vuoto normativo esistente in Italia sul fronte della beneficenza e delle iniziative di solidarietà promosse sul web e sui social network.
È quanto afferma il Codacons, dalle cui denunce era nata l’intera vicenda del cosiddetto “pandoro gate”. Secondo l’associazione, la battaglia legale ha messo in luce le carenze di un sistema che spesso mescolava marketing e solidarietà senza regole chiare, contribuendo a una maggiore tutela dei cittadini che decidono di donare.
Un percorso che, sottolinea il Codacons, ha favorito anche l’avvio del cosiddetto Ddl Beneficenza, pensato per garantire maggiore trasparenza e fissare limiti più stringenti per produttori, influencer e testimonial.

La ricostruzione della vicenda
Il caso era esploso tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024, quando l’Autorità garante e la magistratura avevano acceso i riflettori sulle campagne promozionali legate al pandoro e alle uova pasquali brandizzate Ferragni. Le iniziative, presentate come collegate a finalità solidali, avevano sollevato polemiche e portato all’apertura dell’inchiesta per presunta truffa ai consumatori, con un forte impatto mediatico e reputazionale.
All’uscita dall’aula, circondata da telecamere e fotografi, Chiara Ferragni si è detta “commossa”, ringraziando i suoi avvocati e i follower. Una chiusura giudiziaria che segna la fine di uno dei casi mediatici più discussi degli ultimi anni.

(Help Consumatori)

 
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →