Martedì 30 giugno 2026
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Piracy Shield, commissaria AGCOM: 'I numeri ufficiali non tornano'

U.E. - ITALIA
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La piattaforma anti-pirateria Piracy Shield torna al centro delle polemiche, e questa volta la critica arriva dall'interno dell'AGCOM stessa. La commissaria Elisa Giomi — unica componente del collegio ad aver votato contro l'adozione della piattaforma e contro la sanzione da 14 milioni di euro inflitta a Cloudflare — ha pubblicato una contestazione pubblica ai dati ufficiali diffusi dal presidente dell'autorità, Giacomo Lasorella.

Tutto nasce dagli Stati generali della lotta alla pirateria organizzati dalla FAPAV a Roma, dove Lasorella aveva dichiarato che Piracy Shield registra un tasso di errore dello 0,0057% su 122.481 segnalazioni totali. Tradotto in numeri assoluti, si tratterebbe di circa 7 blocchi errati in tutto: un dato che, se fosse corretto, descriverebbe un sistema quasi infallibile. Giomi contesta questa cifra citando uno studio indipendente dell'Università di Twente, presentato alla conferenza CNSM 2025, secondo cui sarebbero stati colpiti 7.114 domini e ben 510 siti del tutto legittimi, estranei allo streaming illegale.

La commissaria ha sottolineato che anche qualora la percentuale di errore fosse reale, ciò non renderebbe i danni trascurabili: dietro ogni blocco erroneo, ha scritto nel suo post su LinkedIn, ci sono imprese, servizi, reputazioni commerciali e diritti di difesa compressi.

Il secondo fronte della contestazione riguarda l'efficacia reale del sistema. Se gli abbonati al cosiddetto "pezzotto" sono 3,3 milioni secondo la ricerca FAPAV-Ipsos, e i blocchi complessivi si fermano a 122.481, la piattaforma avrebbe intercettato appena il 3,7% dell'utenza pirata. Il tutto con costi operativi che ricadono interamente sugli ISP, senza alcun meccanismo di ripartizione delle spese tra i soggetti coinvolti.

Giomi ha poi smontato un'altra affermazione di Lasorella, secondo cui la conversione degli abbonati al pezzotto verso servizi legali costituirebbe un "tesoretto" per le casse pubbliche. Secondo i calcoli della commissaria, l'IVA che ne deriverebbe sarebbe nell'ordine di decine di milioni di euro: "meno di un centesimo di punto percentuale", ha scritto, "una goccia nel bilancio pubblico italiano".

Il quadro complessivo che emerge, secondo Giomi, è quello di uno strumento che nella migliore delle ipotesi produce più danni collaterali che risultati concreti contro la pirateria, con un'efficacia raccontata attraverso metriche che faticano a reggere il confronto con i dati rilevati sul campo. Come riporta TecnoAndroid, non emergono al momento segnali di una possibile sospensione della piattaforma.

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