Pirateria stradale. Osservatorio Asaps 2025
Nel 2025 la pirateria stradale ha continuato a lasciare un segno profondo sulle nostre strade. L’Osservatorio ASAPS - SAPIDATA ha registrato 99 episodi mortali, dodici in meno rispetto ai 111 del 2024: un calo percentuale dell’11%, che però non basta a restituire serenità. Perché dietro quei numeri ci sono 101 vite perdute e 20 persone ferite negli stessi sinistri. In due casi, la fuga del pirata ha provocato più di una vittima.
Quando accade
La maggior parte degli episodi avviene di giorno: quasi il 70%. Un dato che smentisce l’idea che la pirateria sia un fenomeno relegato alla notte o alle ore meno frequentate. Le fughe avvengono spesso sotto gli occhi di tutti, in contesti di traffico ordinario.
Chi fugge e chi viene trovato
Nel 72,7% dei casi il pirata viene individuato. È un dato che racconta due verità: da un lato la professionalità delle forze di polizia, dall’altro l’illusione di chi pensa che scappare significhi salvarsi. Non è così. E a questi numeri andrebbero aggiunti anche gli autori di omissioni di soccorso identificati a distanza di tempo, non sempre noti all’Osservatorio.
Tra i responsabili, le donne sono state 10, pari al 13,9% dei casi con autore identificato.
I pirati stranieri rappresentano il 16,7%.
I positivi ad alcol o droga sono l’8,3%, ma il dato riguarda solo chi è stato fermato e controllato immediatamente dopo il sinistro.
Le vittime: pedoni, ciclisti, bambini
Il 2025 conferma una tendenza che preoccupa: i ciclisti uccisi da pirati della strada sono stati 23, in aumento rispetto ai 18 del 2024.
I pedoni deceduti sono 36, un numero ancora alto ma in calo rispetto ai 69 dell’anno precedente.
Tra le vittime ci sono anche due bambini, un dato che da solo basterebbe a spiegare la gravità del fenomeno.
La mappa delle fughe mortali
Il Lazio guida la triste classifica con 22 episodi, seguito dalla Campania (15) e dall’Emilia-Romagna (13). Lombardia (9), Puglia (7) e Veneto (5) seguono a distanza.
Quattro episodi ciascuno in Sicilia, Toscana, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia e Piemonte.
La Sardegna ne registra 3, la Calabria 2, mentre Liguria, Marche e Umbria chiudono con 1 caso ciascuna.
È una geografia che non risparmia nessuna area del Paese: la pirateria stradale resta un fenomeno trasversale, che colpisce grandi città e piccoli centri, Nord e Sud, coste e zone interne.
Il commento ASAPS
I numeri del 2025 mostrano un lieve arretramento del fenomeno, ma non possiamo parlare di un vero miglioramento. La pirateria stradale continua a rappresentare una delle forme più odiose di illegalità sulla strada: si fugge lasciando a terra persone ferite o morenti, si fugge per paura delle conseguenze, si fugge perché si è sotto effetto di alcol o droga, si fugge perché si pensa di farla franca.
Eppure, i dati dimostrano che quasi tre pirati su quattro vengono individuati. La fuga non è una soluzione: è un’aggravante, è un gesto che moltiplica la responsabilità morale e penale.
Per l’ASAPS resta fondamentale:
- rafforzare i controlli, soprattutto nelle fasce orarie e nelle aree più colpite;
- investire nella prevenzione, con campagne mirate su pedoni e ciclisti, le categorie più vulnerabili;
- promuovere una cultura del soccorso, perché fermarsi non è solo un obbligo di legge: è un dovere umano.
Il nostro Osservatorio continuerà a monitorare, denunciare e raccontare questi episodi, affinché nessuna fuga resti nell’ombra e affinché la sicurezza stradale torni a essere un valore condiviso e non negoziabile.