Popolazione mondiale sottostimata per limiti censimento
Cresce la 'crisi silenziosa' legata alla sottostima della popolazione mondiale nei dati ufficiali, dovuta a un calo dei tassi di risposta ai censimenti e a problemi di accuratezza.
A lanciare l'allarme uno studio condotto da ricercatori dell'Universita' di Southampton e della Columbia University, pubblicato su Science.
Gli autori evidenziano che milioni di persone non vengono conteggiate nei censimenti e nei sondaggi, lasciando i decisori politici privi di informazioni essenziali per governare efficacemente.
La pandemia di Covid-19 ha interrotto le tradizionali modalita' di raccolta dati, come i colloqui porta a porta, aggravando la situazione gia' compromessa da una crescente sfiducia nelle istituzioni e dalla riduzione dei finanziamenti internazionali destinati ai censimenti, in particolare a seguito dei tagli agli aiuti esteri da parte di Stati Uniti, Regno Unito e altri Paesi europei.
Questi tagli rischiano di peggiorare ulteriormente la crisi, compromettendo la qualita' e la tempestivita' dei dati demografici fondamentali per la pianificazione di servizi pubblici come ospedali e scuole.
Le indagini post-enumerazione indicano una diminuzione della copertura e dell'accuratezza dei censimenti: ad esempio, il censimento statunitense del 2020 ha probabilmente sottostimato la popolazione latina di 2,9 milioni, mentre quello sudafricano del 2022 ha sottostimato la popolazione complessiva fino al 31%.
e Nazioni Unite stimano che un africano su tre non sia stato conteggiato nel censimento del 2020.
Per contrastare questa situazione, i ricercatori propongono di combinare nuove tecnologie, come l'uso dell'intelligenza artificiale per analizzare immagini satellitari e ricavare impronte degli edifici, con un maggiore impegno dei governi nel creare fiducia e trasparenza sull'uso dei dati.
Solo cosi' sara' possibile garantire che tutte le persone siano conteggiate e che le risorse siano allocate equamente, evitando che le comunita' piu' vulnerabili rimangano invisibili e marginalizzate.
Come sottolinea Andrew Tatem, direttore del WorldPop a Southampton, "dati demografici accurati non sono un lusso, ma un'infrastruttura essenziale per societa' sane, resilienti e funzionanti". La crisi attuale minaccia non solo l'accuratezza statistica, ma anche i fondamenti stessi di una governance equa e inclusiva.
(AGI)
A lanciare l'allarme uno studio condotto da ricercatori dell'Universita' di Southampton e della Columbia University, pubblicato su Science.
Gli autori evidenziano che milioni di persone non vengono conteggiate nei censimenti e nei sondaggi, lasciando i decisori politici privi di informazioni essenziali per governare efficacemente.
La pandemia di Covid-19 ha interrotto le tradizionali modalita' di raccolta dati, come i colloqui porta a porta, aggravando la situazione gia' compromessa da una crescente sfiducia nelle istituzioni e dalla riduzione dei finanziamenti internazionali destinati ai censimenti, in particolare a seguito dei tagli agli aiuti esteri da parte di Stati Uniti, Regno Unito e altri Paesi europei.
Questi tagli rischiano di peggiorare ulteriormente la crisi, compromettendo la qualita' e la tempestivita' dei dati demografici fondamentali per la pianificazione di servizi pubblici come ospedali e scuole.
Le indagini post-enumerazione indicano una diminuzione della copertura e dell'accuratezza dei censimenti: ad esempio, il censimento statunitense del 2020 ha probabilmente sottostimato la popolazione latina di 2,9 milioni, mentre quello sudafricano del 2022 ha sottostimato la popolazione complessiva fino al 31%.
e Nazioni Unite stimano che un africano su tre non sia stato conteggiato nel censimento del 2020.
Per contrastare questa situazione, i ricercatori propongono di combinare nuove tecnologie, come l'uso dell'intelligenza artificiale per analizzare immagini satellitari e ricavare impronte degli edifici, con un maggiore impegno dei governi nel creare fiducia e trasparenza sull'uso dei dati.
Solo cosi' sara' possibile garantire che tutte le persone siano conteggiate e che le risorse siano allocate equamente, evitando che le comunita' piu' vulnerabili rimangano invisibili e marginalizzate.
Come sottolinea Andrew Tatem, direttore del WorldPop a Southampton, "dati demografici accurati non sono un lusso, ma un'infrastruttura essenziale per societa' sane, resilienti e funzionanti". La crisi attuale minaccia non solo l'accuratezza statistica, ma anche i fondamenti stessi di una governance equa e inclusiva.
(AGI)
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