Psilocibina contro l'anoressia: tre dosi potrebbero bastare

La sostanza psicoattiva contenuta nei cosiddetti "funghi magici" potrebbe rivelarsi un alleato inaspettato nella lotta contro l'anoressia nervosa. Come riporta il New York Post, un piccolo studio pilota condotto dal Centro per la Ricerca sugli Psichedelici dell'Imperial College di Londra suggerisce che sole tre dosi orali di psilocibina, abbinate a un percorso psicoterapeutico, potrebbero portare risultati incoraggianti nel trattamento di questo grave disturbo alimentare.
La ricerca, pubblicata sul British Journal of Psychiatry, ha coinvolto 21 donne che convivevano con l'anoressia nervosa da una media di 11 anni e che non avevano ottenuto risultati duraturi da nessun trattamento precedente. Le partecipanti avevano in media 32 anni e un indice di massa corporea di 16,4 kg/m², ben al di sotto della soglia di normalità (≥18,5). Tutte hanno ricevuto tre dosi orali di psilocibina in un ambiente terapeutico controllato, con un percorso di terapia della parola sia prima che dopo ogni sessione. Il programma si è svolto nell'arco di sei settimane. Lo studio non ha incluso un gruppo di controllo senza farmaco.
La dottoressa Hannah Douglass, ricercatrice post-dottorato all'Università di Auckland che ha condotto lo studio durante il suo dottorato all'Imperial College di Londra, ha sottolineato come i risultati siano "incoraggianti, soprattutto considerando che queste partecipanti non erano riuscite a mantenere la remissione con i trattamenti precedenti".
La psilocibina agisce principalmente sui recettori della serotonina nel cervello. Gli studi di neuroimaging hanno evidenziato alterazioni proprio nel sistema serotoninergico nelle persone affette da anoressia. Inoltre, la sostanza è nota per aumentare la flessibilità cognitiva — ossia la capacità di modificare i propri schemi di pensiero — una caratteristica particolarmente rilevante per chi soffre di anoressia, disturbo spesso associato a rigidità mentale e pensieri intrusivi sul cibo e sul corpo.
L'anoressia nervosa è uno dei disturbi psichiatrici con il più alto tasso di mortalità: ad oggi non esistono farmaci approvati specificamente per il suo trattamento, e i risultati della psicoterapia tradizionale restano spesso insoddisfacenti. Per questo la comunità scientifica guarda con interesse crescente alle terapie assistite da psichedelici.
Gli stessi ricercatori sottolineano che si tratta di un piccolo studio preliminare, privo di gruppo di controllo, e che i risultati mostrano variabilità tra le partecipanti: il trattamento sembra essere più efficace per alcune che per altre. La psilocibina è risultata sicura nel contesto dello studio; gli effetti indesiderati più comuni sono stati mal di testa e nausea, e una partecipante ha scelto di abbandonare dopo la seconda dose. Saranno necessari trial clinici più ampi per confermare tanto l'efficacia quanto la sicurezza del trattamento su scala più larga.