Psilocibina contro la dipendenza da cocaina: uno studio AMA indica risultati promettenti
Una singola dose di psilocibina — la sostanza psicoattiva contenuta nei cosiddetti funghi allucinogeni — potrebbe trattare in modo sicuro ed efficace la dipendenza da cocaina. È quanto emerge da uno studio pubblicato dall'American Medical Association (AMA) e riportato da Marijuana Moment.
La ricerca si inserisce in un filone sempre più corposo di evidenze scientifiche che attribuiscono agli psichedelici un potenziale terapeutico trasversale rispetto a diverse forme di dipendenza. Come evidenziato dagli autori dello studio, i risultati indicano che il trattamento con psilocibina «può avere un'efficacia anti-dipendenza generale su vari farmaci che creano assuefazione».
Sul fronte della cocaina, i ricercatori della University of Alabama at Birmingham (UAB) conducono da anni sperimentazioni cliniche proprio su questo fronte. Ad oggi non esistono opzioni farmacologiche approvate per aiutare le persone dipendenti da cocaina a smettere di usarla — un vuoto terapeutico che rende particolarmente rilevanti questi filoni di ricerca. La psilocibina è ritenuta capace di agire su più livelli: sul piano biochimico, perturba i recettori cerebrali che rinforzano i comportamenti di dipendenza; sul piano psicologico, riduce il craving e aumenta il senso di autoefficacia e la motivazione.
Lo stesso approccio della psilocibina — che non interagisce direttamente con i recettori coinvolti negli effetti delle droghe da abuso — è considerato dagli studiosi particolarmente innovativo: il meccanismo d'azione non altera direttamente il rinforzo della droga né la sindrome da astinenza, ma agisce su sistemi psicologici di ordine superiore, come i cambiamenti nel concetto di sé e una maggiore flessibilità cognitiva.
Parallelamente, una review scientifica pubblicata dall'AMA aveva già rilevato come l'uso di psilocibina sia «aumentato notevolmente» negli Stati Uniti negli ultimi anni, sull'onda della crescente depenalizzazione e dei «promettenti risultati dei trial clinici» sul suo potenziale terapeutico. Un'analisi della RAND Corporation ha stimato che nel 2025 quasi 10 milioni di adulti americani hanno praticato il microdosaggio di sostanze psicoattive come psilocibina, LSD o MDMA.
Nonostante l'interesse scientifico sia in rapida crescita, la psilocibina rimane una sostanza di Schedule I secondo la legge federale statunitense, il che rappresenta — secondo gli stessi ricercatori — «un ostacolo importante» allo studio sistematico dei suoi reali effetti. La DEA ha tuttavia incrementato le quote di produzione legale di psilocibina per il 2026, a testimonianza di un cambiamento di prospettiva anche sul piano regolatorio.