Ricostruire il consenso intorno al mercato unico. Antitrust
"Ricostruire il consenso intorno al mercato unico". È questo una delle priorità per il presidente Antitrust, Roberto Rustichelli, che oggi alla Camera ha illustrato la relazione annuale dell'autorità garante e che ha insistito sul rischio di "pericolose spirali protezionistiche". Secondo Rustichelli, "su questo terreno, l'Europa e i governi nazionali possono e devono fare di più: innanzitutto rimuovendo quelle asimmetrie e distorsioni competitive che impediscono ad esso di funzionare correttamente a beneficio di tutti". Per il presidente Antitrust "il confronto competitivo si svolge oggi su molteplici livelli, alcuni dei quali sfuggono al diretto controllo delle autorità di concorrenza". In particolare dumping fiscale che Rustichelli ha definito una "malsana competizione frutto di egoismi nazionali", un fenomeno che ha portato alcuni Paesi europei a trasformarsi in veri e propri paradisi fiscali. È il caso dell'Olanda, dell'Irlanda, del Lussemburgo e del Regno Unito. Ad esempio, "il Lussemburgo, Paese di circa 600 mila abitanti - ha spiegato Rustichelli - è in grado di raccogliere imposte sulle società pari al 4,5% del Pil, a fronte del 2% dell'Italia", mentre l'Irlanda è riuscita ad "attrarre imprese altamente profittevoli con un margine operativo lordo mediamente pari al 69,4% del valore aggiunto prodotto. Gli investimenti internazionali si adattano alla geografia della concorrenza fiscale: l'Italia attira investimenti esteri diretti pari al 19% del Pil; il Lussemburgo pari a oltre il 5.760%, l'Olanda al 535% e l'Irlanda al 311%". Valori che, ha sottolineato il presidente Antitrust, sono "in larga parte riconducibili alla presenza di società veicolo". Non a caso in Lussemburgo più di un'azienda su quattro è a controllo estero. E se questi Paesi ci guadagnano a perderci è senza dubbio l'Unione europea e tra i Paesi membri uno dei più penalizzati è l'Italia, con un danno "stimato tra i 5 e gli 8 miliardi di dollari l'anno".
E poi c'è la questione del tax ruling, cioè gli accordi tra Paesi e multinazionali, in molti casi segreti che "minano il patto di fiducia tra i Paesi membri e gettano un'ombra sulla leale partecipazione al mercato unico. E' indispensabile - ha sottolineato Rustichelli - ritrovare un approccio strategico comune a livello europeo per porre fine alle distorsioni del mercato attualmente esistenti, assicurando che l'imposta sia versata nel luogo in cui gli utili e il valore sono generati". Rustichelli si è poi soffermato sulla questione del dumping sociale-contributivo, pratiche "favorite dalle delocalizzazioni" e che "si sostanziano nello sfruttamento delle minori tutele previste per i lavoratori nei paesi dell'Est". "Tali fenomeni - ha evidenziato Rustichelli - appaiono ancora più inaccettabili quando incoraggiati attraverso l'utilizzo di risorse pubbliche che, anziché essere rivolte a promuovere lo sviluppo dei territori, vengono strumentalmente impiegate in danno di altri Paesi; ovvero quando la decisione di un'impresa di trasferire altrove la produzione venga assunta dopo aver ricevuto aiuti pubblici per effettuare investimenti produttivi". L'auspicio del presidente dell'Antitrust è il superamento degli egoismi nazionali per tornare a un "autentico spirito di solidarietà tra gli Stati". "È in gioco - ha detto - la legittimazione sostanziale dell'Europa e la sua capacità di venire realmente incontro alle aspettative dei cittadini e delle imprese".
E poi c'è la questione del tax ruling, cioè gli accordi tra Paesi e multinazionali, in molti casi segreti che "minano il patto di fiducia tra i Paesi membri e gettano un'ombra sulla leale partecipazione al mercato unico. E' indispensabile - ha sottolineato Rustichelli - ritrovare un approccio strategico comune a livello europeo per porre fine alle distorsioni del mercato attualmente esistenti, assicurando che l'imposta sia versata nel luogo in cui gli utili e il valore sono generati". Rustichelli si è poi soffermato sulla questione del dumping sociale-contributivo, pratiche "favorite dalle delocalizzazioni" e che "si sostanziano nello sfruttamento delle minori tutele previste per i lavoratori nei paesi dell'Est". "Tali fenomeni - ha evidenziato Rustichelli - appaiono ancora più inaccettabili quando incoraggiati attraverso l'utilizzo di risorse pubbliche che, anziché essere rivolte a promuovere lo sviluppo dei territori, vengono strumentalmente impiegate in danno di altri Paesi; ovvero quando la decisione di un'impresa di trasferire altrove la produzione venga assunta dopo aver ricevuto aiuti pubblici per effettuare investimenti produttivi". L'auspicio del presidente dell'Antitrust è il superamento degli egoismi nazionali per tornare a un "autentico spirito di solidarietà tra gli Stati". "È in gioco - ha detto - la legittimazione sostanziale dell'Europa e la sua capacità di venire realmente incontro alle aspettative dei cittadini e delle imprese".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti