Mercoledì 1 luglio 2026
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RSA e RSD: il Garante denuncia restrizioni eccessive alla libertà dei residenti

U.E. - ITALIA
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Il Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale ha acceso i riflettori su una realtà preoccupante che riguarda anziani e persone con disabilità ospitati nelle strutture residenziali: nelle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) e nelle RSD (Residenze Sanitarie per Disabili) vengono spesso imposte limitazioni alla libertà di movimento sproporzionate rispetto alle effettive necessità cliniche dei residenti. A riportarlo è Informare un'H.

 

Il tema emerge dalla Relazione Annuale che il Garante ha presentato al Parlamento, riferita ai dati del 2024 e integrata da quelli del 2025. Nel documento — alle pagine 224-225 — si dà conto di 53 istanze esaminate nel periodo di riferimento, relative in prevalenza alla permanenza presso strutture residenziali sanitarie e socio-sanitarie. Dall'analisi di tali segnalazioni risultano evidenti «i limiti che incidono profondamente sulla qualità della vita» all'interno di queste strutture.

 

In particolare, il Garante segnala prassi organizzative che privilegiano schemi gestionali standard a scapito dei bisogni individuali di ciascuna persona: restrizioni agli spostamenti non giustificate da ragioni cliniche documentate, orari di visita rigidi e obblighi di prenotazione preventiva che riducono la possibilità degli ospiti di mantenere legami affettivi e contatti significativi con l'esterno.

 

Un passaggio specifico della Relazione riguarda il ruolo degli amministratori di sostegno. In assenza di un controllo tempestivo e rigoroso da parte del giudice tutelare, l'ampio margine di discrezionalità riconosciuto a questi soggetti può tradursi in limitazioni arbitrarie dei contatti familiari e sociali, con ricadute negative sulla dignità e sull'autonomia delle persone fragili. Il rischio, evidenziato dal documento, è quello di una deriva impropria della funzione dell'amministratore di sostegno, che finisce per ridurre le visite dei familiari e isolare ulteriormente chi già si trova in una condizione di vulnerabilità.

 

La Relazione conclude su questo punto sottolineando la necessità di rafforzare il controllo da parte del giudice tutelare, affinché l'azione dell'amministratore non diventi arbitraria e sia sempre proporzionata al caso specifico e giustificata da ragioni cliniche documentate.

Vale la pena ricordare che il Garante Nazionale ha continuato ad occuparsi di persone con disabilità ospitate in strutture residenziali anche dopo la nascita dell'Autorità Garante nazionale per i Diritti delle persone con disabilità, in quanto rientra espressamente tra le proprie competenze il monitoraggio dei luoghi in cui può verificarsi una privazione o limitazione della libertà personale in ambito sociale, sanitario e socio-sanitario.

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